“La vita non ha l’obbligo di darci quello che ci aspettiamo”. Margaret Mitchell – In un uggioso aprile inoltrato, arriva sulla mia scrivania disordinata piena di post-it, CD, block notes macchiati dai segni delle tazzine di caffè, un messaggio del mio caporedattore che mi scrive quanto segue: è uscito il nuovo Sweet Oblivion, buon lavoro…
Sento tuoni in lontananza.
Un po’ distrattamente prendo il link in copia conoscenza e apro l’indirizzo che porta su quella piattaforma, dove ormai c’è tutto se non troppo (un uomo non potrà mai acquisire tutto quello che queste piattaforme possono darci; è come volere leggere tutta l’Enciclopedia che una volta veniva venduta porta a porta). Siamo addirittura arrivati a farci consigliare da un cervello elettronico delle compilation per essere guidati nei milioni e milioni di Giga che ormai cubano nell’etere. E’ quasi ora di cena.
Apro il link e clicco play: “Once Again One Sin”…(faccio finta di pensare che alla voce non ci sia quel tizio che ho letteralmente adorato in giovane età…), le canzoni cominciano a scorrere velocemente sul player… “Strong Pressure” (bello l’incipit e il sound alla Robert Miles) – “Let It Be” (pensavo fosse la cover…peccato) – “Another Change” (bella, quella voce la riconoscerei tra mille, refrain azzeccato, un po’ AOR – Radiofonico, dal pezzo infatti è stato estratto il mediocre Videoclip a basso budget). Mi chiamano al cellulare. Rispondo a un messaggio. Suonano alla Porta, è il corriere…è arrivato il nuovo meraviglioso Transatlantic – per loro amore eterno). Riparte il player: “Wake Up Call”, il pezzo è davvero interessante, pre-chorus con armonizzazioni da prog metal di grande di livello, grandi! Ma…con tutto il bene che voglio ai nostri musicisti, Eddie Jackson e Scott Rockenfield sono un’altra cosa, non parlo di tecnica ma di interpretazione, manca tutto il “tocco”, lo stile, il suono!! …ehi, ma perché sto maledetto mi da: “ai fan piace anche…” “ti potrebbe interessare…” io non voglio sentire altro, voglio sentire il nuovo “Relentless” degli Sweet Oblivion, nuovo lavoro targato Frontiers Records anno domini 2021. Ecco, si continua; “Remember Me” (no frena Geoff…era “I Remember now, I remember how it started, I can’t remember yesterday”)…si prosegue con ”Anybody Out There” – bel pezzo, incastri davvero notevoli della sezione ritmica, la chitarra macina riff sempre in ossequiosa riverenza alla voce di Geoff, che ha nei toni medi una componente quasi “vitrea” che mi ricorda un po’ Axl Rose (sto vaneggiando? che sia la fame?). Il cane abbaia…zitto! Devo ascoltare la famigerata “Aria”…pezzo strutturato come progetto impone, ma…cantato in Italiano..(attimi di silenzio – metaforico – il disco sta suonando a tutto volume). La canzone (perché questa è una Canzone) segue la formula di tutto l’album, belle ritmiche, ottimi arrangiamenti, un bel ritornello che strizza l’occhio a possibili passaggi radiofonici, ma il grosso problema è che il cantato è destrutturato, e se le cadenze e gli appoggi sulle melodie strumentali sono formalmente giuste, la pronuncia e il testo non sono un unicum con la musica, preferisco dimenticare questo esperimento. Mi arriva un messaggio di mia Sorella Mary, il sole sta calando, si avvicina un’Altra Notte Piovosa, in questo aprile così settembrino…Suonano a chiusura “I’ll Be the One” e “Fly Angel Fly”. La prima è una bella power ballad con un’ottima sezione archi, la seconda, che sottolinea la natura di questo progetto o perlomeno dell’idea che me ne sono fatto…un album creato ad hoc per mantenere un grande, grandissimo cantante vivo, su un mercato che macina dischi e artisti come un fast food, delimitato dalle playlist cibernetiche, dalla presunzione di tanti di voler e poter dire tutto quello che vogliono dal punto di vista artistico. Chiariamoci, la band è di un livello molto alto e professionale, i pezzi sono scritti e arrangiati in modo magistrale da Aldo Lonobile (Secret Sphere). Quest’ultimo ha curato anche il mix e il master del progetto. E’ tutto molto bello, tutto molto perfetto…pure troppo; manca la verve creativa di DeGarmo, manca quel Suono che il Digitale non può dare, manca la Presenza Geniale Assoluta di Geoff Tate che cantava Lady Jane. Ehi, hanno suonato ancora alla porta! Ma chi è a quest’ora? Ah sì, il delivery che mi porta il mio hamburger, maledetta zona arancione…e ora?
E’ ora caro John mi metto su l’Empire…che qui di “relentless” c’è solo la mia sete.
Buona birra a tutti… “La storia non si ripete mai, ma spesso fa rima” Mark Twain
Voto: 7/10
John Sanchez















