I Rough Grind nascono in Finlandia e giungono al loro esordio nel 2014 con l’ep “Son Of A Gun”. Dopo svariati singoli, un altro ep e un full lenght (“Pieces Of Resistance” del 2020) ritornano in pista con un lavoro nuovo di zecca. La band definisce il proprio sound come “Dark Roasted Rock” ma le coordinate sulle quali si sviluppa “Hardened” è un heavy rock influenzato dallo sleaze di matrice scandinava, dall’hard rock 80’s senza dimenticare qualche divagazione in territorio metal tradizionale. Le prime due canzoni sono i primi due singoli scelti per promozionare l’album. “Dreamchaser” con la sua linea di basso e alcune progressioni interessanti, unite ad un bel gusto per la melodia si dimostra un’ottima opener. “The Road Song” si sposta verso sonorità più leggere e scanzonate, con chitarre e tastiere in bella evidenza. Ma è con “Allies Enemies” che arriva la prima sferzata di energia vera e propria. Chitarra tagliente, ritmica pesante e cambi di tempo. Insomma una scheggia impazzita che ci colpisce in pieno volto. Pezzaccio. Introdotta da una sirena si sviluppa in un hard rock veloce e melodico la seguente “Flags Fly Free”. A questo punto bisogna fare i complimenti ai Roug Grind, la voce di Sami è calda, versatile, graffiante all’occorrenza, melodica quando serve. Il resto della band è sempre sul pezzo e la produzione molto professionale. Altro punto di forza i testi, a volte criptici a volte più intellegibili con temi che mettono in luce il coraggio di andare avanti attraverso le difficoltà. Il lento “One By One” col suo incedere onirico ci mostra un’ulteriore faccia del combo svedese, sempre a suo agio anche con differenti sonorità. “Sign Of Life” e la classica canzone di rock melodico (molto anni 80) con quintali di melodie e il refrain che ti si piazza in testa al primo ascolto, ma si fa notare per l’inserimento di un bel passaggio strumentale e di un apprezzabile solo di chitarra. Chiude la semiacustica “Last You’ll Ever See” dove una sottile linea blues è supportata dal sentito cantato di Sami. Pezzo delicato e introspettivo dove le capacità di songwriting della band si esprimono al meglio.
“Hardened” è davvero un ottimo album. L’unico pelo nell’uovo che ci sentiamo di segnalare è la durata. A nostro parere con un paio di pezzi in più le cose avrebbero funzionato meglio. Comunque meglio pochi ma buoni, non essendoci canzoni “riempi buchi” ci si può gustare questo cd più volte.
Voto: 7,5/10
Fabrizio Tasso















