Undicesimo album per i The Cult che non si facevano sentire dal lontano 2016 dal titolo “Under the midnight sun” uscito per la Black hill Records. Per i pochi che non sapessero chi sono i The Cult stiamo parlando di una delle band di gothic rock più incisive del panorama mondiale.
Ovviamente come spesso accade ci sono stati cambi di lineup, scioglimenti e reunion ed ecco perché pur avendo oltre 36 anni di carriera la band ha fatto “solo” undici album in studio, “solo” nove album raccolte e Greatest hits e “solo” due album live.
Otto brani che se da un lato ripescano certi composti della band, dall’altra occhieggiano a strutture leggermente distanti. Abbiamo si il gothic rock dei Cult, abbiamo il “marchio di fabbrica” della voce di Ian Astbury, ma troviamo delle dinamiche quasi più psichedeliche e addirittura delle dinamiche cantautorali quasi alla Nick Cave and the bad seeds.
MA cosa dire di più su questa band senza passare per banale o per prevedibile? poco o nulla.
Forse potrei dire che per poter meglio apprezzare questo lavoro va fatto un ascolto prolungato e ripetuto; in primissima battuta per il banale fatto che le canzoni sembrano nebbia ad un primo ascolto. Cosa intendo per nebbia?! Qualcosa di affascinante ma evanescente, un qualcosa che aspetti ma che allo stesso tempo dopo alcuni istanti svanisce.
Per poter apprezzare al meglio l’album non solo va fatto un ascolto “multiplo ed aggravato” ma ci va attenzione mentre lo si ascolta.
Purtroppo la cosa avviene con tutti i brani ed è anche per questo che arrivo solo ora a fare recensione, ho avuto bisogno di parecchi ascolti.
Sulla produzione nulla da dire se non ottima, ma ciò non basta a superare il problema poco sopra indicato.
“Mirror” che apre l’album, “Vendetta X”, “Outer heaven” e “Impermanence” sono i brani che mi hanno preso più degli altri. Vi consiglio di ascoltarlo, ma fate più ascolti e soprattutto concentratevi mentre lo ascoltate, se no potreste rischiare di non apprezzarlo per nulla.
Come spesso accade nelle produzioni dei The Cult ci sono luci e ombre e ci sono “lunazioni”(così da rimanere in tema con la band e con la loro filosofia) e lune calanti e crescenti. Questo “Under the midnight sun” è una luna che sta andando in fase calante.
Voto: 7.5/10
Alessandro Schümperlin
















