Dunque… I Refused sono una badn strana, strana perché nati negli anni 90 ed hanno fatto tre album tra 94 e 98, due EP nel 1997 e poi si sono sciolti nel lontano 1998. Nel mentre il cantante decise di fondare una nuova band e nel 2012 hanno deciso di puntare ad una reunion. Con la reunion sono arrivati a fare il disco di “back in town” dal titolo “Freedom” ed ora ci propongono questo nuovo album, inframmezzato di un EP del 2016, dal titolo “War music”.
Come spesso accade il silenzio “forzato” o meno non ha aiutato minimamente e va detto che ad un ascolto più attento, le prime impressioni restano. Materiale prevedibile e forse un pelo “datato” che porta a mio avviso ad essere apprezzati dai fans sfegatati del genere, ma forse neppure loro. A livello di composizioni, appunto, non siamo lontanissimi dalla miscela di punk-hardcore, alternative e mossette radio oriented che ricorda in qualche modo quello che era già stato fatto nel 2015 con “Freedom”, solo che questa volta la cosa risulta poco funzionale, perché ok fare le cose più radio oriente e più ruffiane, ma ad una certa risulta troppo ruffiana come cosa e soprattutto non incide minimamente.
Essendo il titolo un inno alla musica da guerra mi sarei atteso qualcosa di più incisivo e di graffiante. Capisco che i testi sono anti capitalisti e contro i politici, come pure una invettiva contro una certa destra ultranazionalista che anche in Svezia sta prendendo piede, ma le note che fanno parte delle dieci canzoni non sono così rabbiose come ci si aspetterebbe
Se stiamo in fase puramente tecnica il lavoro è ben registrato, arrangiato in modo buono e con attività di post produzione in linea con le attuali tecniche. Il problema è che manca, come direbbero “i vecchi” il nerbo e la vigoria di una certa rabbia che pare quasi assopita.
“I Wanna Watch The World Burn”, “Malfire”, “Economy Of Death” e volendo “REV001” possono essere considerate canzoni con un valore aggiunto, ma non si va molto oltre a definirli dei brani discreti o ei brani “a night to remember…” dato che le altre tracce, seppur godibili nel complesso sono meno incisive e di certo non sono canzoni che possano essere paragonate a della “musica da guerra”.
Concludendo “War Music”, è un lavoro carino e godibile se lo si prende a se stante, se lo si equipara ai fasti della band della fine degli anni 90, risulta un lavoro un pelino troppo scialbo. Dispiace molto perché comunque credo che la band ci crede in questo ritorno sulle scene, probabilmente dovrà ricalibrare alcune formule compositive.
VOTO: 6.5/10
Alessandro Schümperlin















