I metallari ortodossi avranno difficoltà ad ascoltare un disco come questo, pieno di effetti speciali e con una cover di “Bark at the moon” del mitico Ozzy che farà rizzare i capelli ai puristi.
Infatti, per una precisa scelta musicale, la batteria è elettronica, il basso sembra anch’esso proveniente dalla tecnologia, ci sono effetti sintetici ovunque e quindi si potrebbe pensare a una produzione assolutamente abominevole.
Invece funziona, con alcuni brani molto divertenti e altri meno, comunque con una media qualitativa non disprezzabile.
Ci vuole una certa apertura mentale, per seguire i Reckless Love in questo azzardo, sottoforma del quinto disco della loro discografia.
Questi finlandesi, in attività dal 2001, che hanno ottenuto grande successo in patria, con diversi dischi d’oro per le vendite raccolte con i quattro album precedenti, propongono uno sleazy hard rock con influenze melodiche piuttosto evidenti.
In ogni caso i Reckless Love sanno suonare e se la cover di “Bark at the moon” è al limite della eresia metallica, la chitarra di Pepe si dimostra assolutamente all’altezza della situazione e non fa rimpiangere certo la magistrale esecuzione originale di un grande Jake E. Lee e quella proposta dal vivo dai vari chitarristi del grande cantante britannico. Un chitarrismo, quello di Pepe, che non si ferma certamente a coverizzare Ozzy, ma si fa apprezzare con un suono comunque anch’esso con qualche filtro elettronico, ricordando lo stile di Steve Stevens, emerso in particolare sul solo di Vince Neil.
Si comincia alla grande con “Turborider”, la titletrack, che è lanciata da una voce sintetica per poi svilupparsi in un brano molto tirato e melodico, subito doppiata dalla analoga “Eyes of a maniac”. Echi di Michael Sembello e la sua ipercelebrata “Maniac” nel brano “Outrun” che, fra scariche di batteria elettronica, pone in vista Pepe e la sua sei corde. L’aor fa la sua comparsa piena in uno dei brani top “ For the love of good times”, che sicuramente può incrociare il gusto anche di chi non ascolta metal. Molto allegro “Sparkle 89” che è molto vicino al pop, grazie anche alla costante qualità delle melodie vocali di Olli Herman, che caratterizzano tutto il disco. Fra tanta musica commerciale in giro, mi tengo stretti i Reckless Love che saranno di facile ascolto, eccederanno in qualche caso con gli effetti elettronici, ma sono pur sempre hard rock, sia pure levigato e cromato, con uno sguardo al futuro.
Voto: 7/10
Massimiliano Paluzzi















