Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?
Salve a tutti, l’album si chiama (A)ster e contiene 6 tracce in totale. I testi sono stati scritti da Andrea Bruni, le chitarre da Daniele Boccali ed Edoardo Casini, il basso è stato composto da Alessandro Travetti, le orchestre dal maestro Francesco Ferrini e alla batteria Alessandro Cupici e Norman Ceriotti si sono occupati di scrivere e comporre le parti ritmiche con cura. Abbiamo collaborato insieme a grandi artisti del settore e fatto un gradito investimento in questo settore musicale, grazie anche alla etichetta discografica e scuola di musica di Edoardo Casini UMT, (A)ster si trova in tutte le piattaforme digitali e presto uscirà anche in formato fisico.
Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?
La band è nata dalle idee musicali del fondatore, Daniele Boccali.
Le nostre origini hanno come riferimento il metal ed il genere estremo.
Come è nato invece il nome della band?
Per noi il nome di una band doveva riuscire nell’impresa di riassumerla. Ogni volta che i membri se lo fossero ripetuti in testa, come un mantra, avrebbero dovuto ricordare perché erano uniti in quel progetto e cosa stavano realizzando insieme. Fictio Solemnis è letteralmente “una creazione solenne”. Fictio è legato allo steso radicale di figulus (il vasaio) e questo era il modo in cui andava inteso il nostro lavoro: una creazione; come quella del vasaio che con il lavoro e l’arte delle sue mani trasforma la creta in un oggetto razionale. La nostra creta sono le parole e le note. Fictio però ha anche un secondo significato: menzogna. Un monito costante alla nostra consapevolezza tragica, perché creare è anche produrre una cosa per come vogliamo che sia e questo non coincide con il come le cose sono. Anche solemnis ha un suo doppio significato. Ci rimanda sia ad un’idea di gravità e grandiosità che alla sua dimensione etimologica: sōllemnis è (secondo le ricostruzioni più attendibili) un composto di sollus (tutto, ogni) e annus (anno); è cioè un qualcosa che avviene tutti gli anni in modo ciclico, scandito e chiaro. Questo è ciò che richiedeva il nostro lavoro: protenderci a creare qualcosa che aspirasse ad essere grande e impegnarci costantemente nel farlo. Rimane da spiegare il perché del latino. È un diaframma ambiguo (come speriamo di aver fatto intendere) tra il suono e il significato. Noi italiani (e non solo) possiamo ancora pensare di intendere facilmente alcune parole; obiettivamente tra “solemnis” e “solenne” non pare esserci molta differenza (come invece, a colpo d’occhio, ce n’è molta tra “maiale” e “pig”). Ma con lo studio e la ricerca ci accorgiamo che non sono così vicine ai significati che attribuiamo. Prossimità e distanza sono gli opposti polari propri di un indovinello, del mistero. E questo il nome deve essere per chi ancora non ci conosce: un mistero che può essere interessante risolvere. Il nostro nome è dunque composto di due parole con un doppio significato e con due diversi obiettivi: che i membri della band ricordino se stessi; che i nuovi fan si pongano una domanda sul suo significato. (Andrea)
Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?
Il grande protagonista dei testi, è stato il mito (pensato come una forma di conoscenza). Ci siamo mossi entro spazi mediterranei, tra la Grecia e l’Egitto. L’idea di questo EP era creare una sorta di sostrato al lavoro venturo. Una base di temi e mitologhemi da sviluppare: il ciclo e il cerchio. La nascita e la morte sussunte in un unico grande schema insensato (come il cerchio). La rivolta dei figli contro i padri. La violenza come atto terribile in cui germina la vita stessa… L’obiettivo finale sarebbe quello di avere condensato in alcuni album un gran numero di racconti mitici rivisitati e intrecciati. Musica e testo dovrebbero andare a braccetto nel creare questo mondo artistico. (Andrea)
Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?
Sicuramente tutto quello che è stato registrato è stato fatto con cura e perfezione ed impegno da parte di tutti i professionisti che hanno lavorato al disco e risulta essere come magico l’ascolto anche grazie alle atmosfere sonore che sanno accogliere gli ascoltatori verso mondi spirituali.
Come nasce un vostro pezzo?
Da percorsi conoscitivi e dai riff di Daniele Boccali, diciamo che prima di scrivere un brano mi metto in uno stato di assoluta pace e comincio a pensare alle note che possono essere inerenti al viaggio verso l’armonia e la perfezione. (Daniele)
Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?
Sinceramente siamo legati a tutti.
Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?
Dimmu Borgir, Fleshgod Apocalypse, Lacuna coil e tanti altri.
Quali sono le vostre mosse future? è da poco uscita una cover con l’etichetta UMT che abbiamo arrangiato con il fonico Giovanni Rosellini in chiave detah metal si tratta di Beg for me dei Korn, una grande soddisfazione. Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?
L’album (A)ster è in vendita digitalmente grazie alla etichetta discografica e scuola di musica di Edoardo Casini UMT che sta curando la promozione. Per quanto riguarda i live appena ci saranno le condizioni necessarie per lo svolgersi dei live in maniera adeguata ci muoveremo anche in questa direzione sperando di soddisfare al meglio gli ascoltatori vendendo i cd e suonando in maniera eccelsa.
E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?
Non per ora.
Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?
La scena musicale italiana è fantastica, forse i problemi maggiori sono la scarsa quantità di locali specializzati nel genere estremo ed il guadagno che se ne trae per i live che è poco e non permette di farne un lavoro stabile.
Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?
Internet ci sta aiutando tantissimo.
Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?
Il genere che suoniamo essendo estremamente veloce per noi risulta essere perfetto e ci permette di dare il massimo in ogni istante.
C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?
Ci piacerebbe collaborare con una orchestra sinfonica ed artisti di ogni genere.
Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?
Grazie a tutti quanti per aver letto l’intervista e buon ascolto.
Maurizio Mazzarella
















