Nuovo lavoro discografico, Hermeneutics, per gli italiani Blut, band molto personale e in un certo senso avanguardistica, secondo il nostro modesto parere. La particolarità della band fondata da Alessandro Schumperlin è quella di non essere facilmente catalogabile all’interno di una ben precisa scena musicale, perché possiamo assaporare nel vero senso della parola diversi generi che vivono assieme all’interno delle composizioni stesse. Attenzione però che il fatto di mischiare diverse soluzioni qui non significa semplicemente buttare dentro una pentola gli ingredienti e mescolare, ma c’è una ricerca quasi maniacale e spontanea nel creare un sound personale e intimista, dove le soluzioni adottate nascono dal profondo dell’animo e della mente di chi ha avuto l’input a creare un dico del genere. I brani sono da assorbire fino in fondo perché sono delle composizioni che hanno all’interno tante cose da offrire, atmosfere a volte contrastanti che portano l’ascoltatore ad avere delle emozioni sempre diverse. Partendo da Zero The Fool, passando per la grande The Magician, di cui è stato prodotto e pubblicato un bel lyric video, attraversando i meandri di The High Priestess, dove possiamo apprezzare anche una bella e sensuale voce femminile, che vede proprio in Chiara Manese una splendida e adatta performer per queste speciali composizioni. I brani si dividono in ben ventidue elementi, dove ognuno di essi rappresenta un tarocco e di conseguenza svela in un certo senso l’arcano mistico di queste carte che fungono per molti da linee guida nella vita di tutti i giorni. Troviamo quindi all’interno di ogni tarocco un mood diverso, dove la musica cambia pelle, emozione e ritmo. Possiamo trovarvi all’interno metal, industrial, pop, e molto altro, il tutto sempre messo insieme in modo sapiente e geniale. Molti sono gli episodi da segnalare oltre, a quelli già citati, come: The Empress, con una voce suadente e sensuale, The Emperor con il suo mood tipicamente industrial metal, dove spicca la voce a tratti rauca e quasi cavernosa di Schumperlin. Signori miei, non è semplice descrivere a parole un del genere, perché senza volere essere ripetitivi, le emozioni che scaturiscono dall’ascolto di Hermeneutics sono davvero tante, a volte discordanti, destabilizzanti ma assolutamente affascinati e stupende. Se ci si mette all’ascolto profondo di tutto il lavoro, ne viene fuori che questo capitolo dei Blut, è anni luce avanti rispetto alla maggior parte di tutti gli album usciti del genere. Disco completo, compatto e maledettamente bello. Un’altra particolarità di questo nuovo disco è che l’uscita di quest’ultimo è anticipata dal libro omonimo, Hermeneutics, scritto proprio da Alessandro Schumperlin, che si dimostra ancora una volta un grande artista su più fronti. Un romanzo che ovviamente si sposa a meraviglia con l’album e che andrebbe letto con, in sottofondo la musica dell’album stesso. Da segnalare inoltre che la copertina, splendida, è stata disegnata da Giulio Rincione (Dylan Dog, Sergio Bonelli Editore…). Non abbiate timore e avvicinatevi a queste due grandi opere, una musicale e l’altra letteraria, siamo sicuri daranno molte soddisfazioni su tutti i fronti. Questi sono puri gioielli da tenere stretti e affrontare ogni volta come se fosse la prima. Blut, band grande, geniale e fuori dai classici canoni musicali.
Voto: 10/10
Sandro Lo Castro















