Ritorno sulle scene per gli ShadowThrone, accasatisi presso la sempre attiva Non Serviam Records, etichetta olandese che, in 10 anni ha saputo regalarci interessantissimi lavori, pescando nell’underground di vari Paesi…
Si gioca in casa perché i nostri sono, per chi non li conoscesse ancora, una realtà italica, presente da diversi anni nell’universo estremo e che, con un rimaneggiamento di formazione si ripresenta proponendoci un intenso lavoro che, partendo dal symphonic black, si infarcisce, nelle sonorità e nelle linee vocali, anche di elementi tipicamente death…
Netta è l’impronta vocale, infatti, data dall’ingresso di Zilath Mekhlum, con il quale, condivido, e questo non è un segreto, anche l’esperienza sul campo di Facciamo Valere Il Metallo Italiano.
Ma il nostro Sacerdote, non ha certamente bisogno di spinte o raccomandazioni da parte del sottoscritto, in quanto le sue capacità vocali sono udibili ed apprezzabili da chiunque si appresti ad ascoltare questo gran bel lavoro proveniente dalla nostra Italia.
Le tastiere tessono trame molto intriganti, sulle quali si erge un muro sonoro decisamente compatto che non mostra mai segni di cedimento.
Non voglio bruciarvi subito la bellezza di scoprire, passo passo, la magia nascosta tra i solchi di questo lavoro, ma vi lancio qualche spunto che, mi auguro, vi possa servire ad un approccio più attento…
“All Is One” è la summa dell’album…musicalmente, ma anche liricamente…con un testo che ci parla proprio della dualità tra Uno e Tutto…attraverso le varie tappe, ere, che siamo chiamati ad affrontare…dall’impura Nigredo, liberandoci dei peccati nell’Albado, fino alla Rubedo, nella quale non solo ritroviamo la purezza, ma anche l’Unità.
Un riferimento al concetto di questo brano lo troveremo poi nell’Elemento di cui parlerò in fondo a questa sorta di recensione di questo spettacolare lavoro, e che sarà, certamente, argomento di approfondimento, nella chiacchierata radiofonica che, spero a breve, mi accingerò a fare con la band.
“L’Autunno Di Bacco”, vede la partecipazione di Giampaolo Caprino dei romani Stormlord, come già avvenuto in “ShadowThrone” e presenta, in italiano, i versi attribuiti da alcuni traduttori al poeta greco Callimaco (malgrado siano 6 gli Inni certi), dedicati a Dioniso (Bacco per i latini, appunto), offrendoci un ulteriore tocco di originalità e un’ennesima finestra in un mondo, apparentemente non appartenente alla band stessa… diventando uno dei pezzi più epici contenuti in questo lavoro…
Brani come “Black Dove Upon My Shoulder” e, soprattutto “Path Of Decay” mi riportano alla mente gli anni neri di band come Emperor e, ancor di più Satyricon, con sonorità tanto care alle due band citate, break e ripartenze e un incedere lirico a tratti marziale, prima delle sfuriate, sempre sensate e mai lasciate al caso, che la band ci regala lungo l’ascolto di questi meravigliosi e magici avvolgenti 60 minuti o poco più, prima di perderci, avvolti dalle note, in mezzo all’umanità sbiadita e fredda…
Che dirvi ulteriormente?
La band si presenta all’appuntamento davvero coesa e compatta e, senza dubbio, sarà in sede live un’autentica conferma di quanto ricca, viva e prolifica sia la nostra scena!
Mi ero promesso di parlarvi in maniera più accurata dei testi, come, a volte, faccio nelle mie recensioni, ma non voglio influenzarvi dandovi ulteriori interpretazioni filosofiche o esoteriche, quindi vi lascio il piacere di addentrarvi nell’ascesa/discesa verso il Trono…
In chiusura mi complimento nuovamente con l’artista messicano Néstor Ávalos Zarate, che avevo avuto già modo di lodare per la sua impronta esoterica, già in occasione della recensione dell’album dei veneti Obscura Qalma.
Anche questa volta il Maestro ha saputo rendere visivamente il concetto basilare di questo lavoro, partendo dal suo titolo, inserendo il simbolo del carbonio ed i colori rosso, bianco e blu…che in una sorta di ascesa, o come detto prima…discesa, ci portano verso il Trono delle Ombre che si erge su una montagna di teschi…attraversando i quattro elementi …
“…Yggdrasil’s leaf as canvas, leaf’s ribs as guidelines…”
Voto: 9/10
Francesco Yggdrasill Fallico















