Possedendo una vasta collezione di CD, nel poco tempo libero che ho a casa preferisco ascoltare i dischi già in mio possesso. Gli album da recensire, invece, spesso in formato mp3, li ascolto principalmente durante le passeggiate o in auto, ripetendoli più volte fino a farli “miei”: diventano così la colonna sonora delle mie giornate. La maggior parte degli album che recensisco è in inglese, quindi potete immaginare la sorpresa (piacevole) quando ho avviato Pistole Tra I Peluche, l’esordio degli italiani Evelyn Roger.
Fin dai primi riff è chiaro che la band non ha intenzione di perdersi in chiacchiere, ma punta a picchiare duro: l’apertura mi ha ricordato le vibrazioni di “Ain’t Talkin’ ‘Bout Love” dei Van Halen, senza però copiarlo. Il songwriting si ispessisce e abbraccia sonorità hard rock e heavy metal classico, con radici ben riconoscibili nel sound britannico e teutonico di Saxon e Accept. Tuttavia, Evelyn Roger riescono a mantenere un’identità sonora unica e originale nel panorama.
La particolarità più sorprendente sono le linee vocali: testi in italiano, ma con melodie che si avvicinano a un rock melodico o addirittura alla musica leggera italiana. In certi momenti viene quasi da pensare a influenze di Piero Pelù, Nek o Eros Ramazzotti, ma la voce ruvida ed evocativa del cantante impedisce al risultato di scadere nel banale o pacchiano, donando nuova energia a un genere che rischia spesso di arenarsi nei cliché. Nel complesso, si può azzardare un paragone con i Timoria di seconda generazione (post-Francesco Renga), pur con tutte le dovute differenze.
A livello produttivo, si nota una scelta voluta di suono grezzo e poco levigato, con un tocco vintage “ottantiano” che funziona bene e non presenta difetti evidenti.
In sintesi, Pistole Tra I Peluche è un album di debutto valido, che merita di portare agli Evelyn Roger il riconoscimento che cercano. La scelta di cantare in italiano e di adottare linee vocali più melodiche potrebbe non piacere a qualche purista, ma è un’innovazione che va apprezzata e valorizzata.
Voto: 7/10
Francesco “Grewon” Sarcinella















