Con Gods Among Us, gli ANIMAMORTUA firmano un’opera travolgente e visionaria che affonda le sue radici nel miglior Heavy Metal e Thrash Metal di matrice classica, rielaborato però con uno spirito moderno, personale e sorprendentemente maturo. Pubblicato da Underground Symphony, etichetta che da sempre si distingue per una selezione attenta e coerente, votata al metal tradizionale di qualità, il disco rappresenta un perfetto esempio di come il rispetto per la tradizione possa andare di pari passo con la ricerca e l’ambizione artistica.
L’album si apre con “Blackhole”, brano denso e atmosferico che mostra fin da subito la cifra stilistica del gruppo: riff potenti e strutture complesse che non rinunciano mai alla melodia. Il suono è corposo, la produzione pulita ma non plastificata, lasciando spazio all’impatto delle chitarre e all’interpretazione vocale intensa e carismatica.
“Dark Matter” e “Dying Universe” spingono l’acceleratore sul versante thrash, con una ritmica serrata e una sezione ritmica granitica. In particolare, Dying Universe si distingue per un refrain epico che si incolla in testa al primo ascolto, mostrando la capacità della band di creare brani tanto aggressivi quanto memorabili.
Con “Heliocentric Affair”, gli ANIMAMORTUA alzano ulteriormente il tiro, confezionando un brano articolato, dal forte impatto cinematografico, che si snoda tra cavalcate ritmiche e aperture atmosferiche. Un perfetto esempio della loro scrittura sfaccettata, dove ogni sezione ha un peso specifico e contribuisce a costruire un racconto musicale avvincente.
La title track “Gods Among Us” è il vero manifesto dell’album: potente, solenne e strutturata con grande cura. Qui convergono tutti gli elementi che rendono questo disco speciale: riff incisivi, batteria martellante, una voce che alterna rabbia e malinconia, e soprattutto una visione. Il testo, evocativo e mitologico, è in perfetta sintonia con l’impianto musicale, contribuendo a creare un’atmosfera epica e senza tempo.
La trilogia finale, “Lunar Sentinel I – Inside the Machine”, “Lunar Sentinel II – Operation SIN”, e “Lunar Sentinel III – Dystopian Earth”, è una vera perla. Tre capitoli che costituiscono un piccolo concept nel concept, dove la band esplora scenari futuristici e distopici con grande lucidità compositiva. In particolare, Operation SIN si segnala per la sua tensione crescente e i suoi arrangiamenti stratificati, mentre Dystopian Earth chiude il disco con un tono oscuro, quasi elegiaco, lasciando un senso di inquietudine e meraviglia.
Gods Among Us è un lavoro che rispetta le fondamenta dell’heavy/thrash classico, ma lo fa con uno spirito moderno, intelligente e mai derivativo. Gli ANIMAMORTUA non inseguono mode, ma costruiscono un’identità forte, radicata e autentica. Grazie anche alla visione editoriale di Underground Symphony, da sempre attenta a valorizzare realtà solide e coerenti nel solco del metal tradizionale, questo disco si impone come una delle migliori uscite italiane degli ultimi anni.
Voto: 8/10
Maurizio Mazzarella















