Il progetto Sommo Inquisitore è stato avviato in tempi di lockdown dallo storico cantante-fondatore dei Rosae Crucis (prima grande Epic Metal band della provincia di Roma) Giuseppe “Ciape” Cialone. Questo “Aerarius Faber Artifex” è il secondo album prodotto sotto questo monicker. Non ho avuto modo di ascoltare l’esordio del 2021, ma vi assicuro che la materia musicale qui presente non è semplice “robetta”. Il nostro non si adagia assolutamente sugli allori della band madre, tirando fuori un album davvero bello ed interessante, tanto musicalmente quanto concettualmente. Facendosi aiutare tra l’altro da alcuni valenti musici, ivi compreso il batterista dei RC stessi. Esaurisco subito la descrizione della dimensione stilistica del progetto dicendovi che siamo in territorio Epic/Heavy classico, imparentato in parte con il Power e in parte, quando la narrazione lo necessita, con il Dark/Doom (soprattutto i prediletti Mercyful Fate), grandeur narrativo e aperture corali/sinfoniche quel-tanto-che-basta. Ecco. Ora non rompetemi più le palle con queste cose, perchè ho invece preminente intenzione di descrivere il valore della Sostanza Metallica di questo magico disco. Lavorato proprio al modo di un Fabbro Artigiano di longeva esperienza ed indubbia abilità! D’altronde, la dinastia dei Cialone da cui il nostro discende ha la fama ultrasecolare di aver generato alcuni dei fabbri più abili della storia italica. Non sto scherzando. Sta scritto nella bio, ed io ci credo con tutto me stesso. Passiamo quindi a descrivere la dimensione tematica del progetto. Oscura, medievale ed inquietante quanto parimenti affascinante, in quanto il nostro narra le sue storie dal punto di vista “ecclesiastico” ed appunto “inquisitorio”, tipico tra l’altro di un grande gruppo di culto della NWOBHM come gli Witchfinder General. Ed anche qui, come nei colleghi d’oltremanica, nomen omen! Il Sommo Inquisitore sa parlarci, oltre che dell’Arte Corporatoria dei Fabbri Ferrai, come nell’opening title-track, di sporchi signorotti che impongono lo “Ius Primae Noctis” ai disperati contadini viventi e lavoranti nei propri dominii. Salvo ordinare, con minaccioso incedere doomeggiante, lo sterminio di tutti i non-cristiani dei “pagos” (villaggi) delle campagne in “Arde Paganus”. Arrivando a glorificare un eroe difensore della Chiesa di Roma in stile Epic/Power in “Giovanni Dalle Bande Nere” o ad officiare un vero e proprio esorcismo, con forte enfasi narrativa, su “Legionem”. Versatilità della voce narrante dell’Inquisitore è anche dimostrata sulla struggente ballata semi-acustica “Artemisia” così come nel conclusivo madrigale sinfonico “Caronte”. Tutto ciò fa di “Aerarius Faber Artifex” un gioiellino davvero intrigante, destinato a tutti quei metallari interessati a livello tematico ai Secoli Bui dell’Europa. Il Fabbro del Metallo Cialone, Sommo Inquisitore, dovrebbe essere elogiato soprattutto per la resa in musica di elementi della nostra Storia, perchè lo fa maledettamente bene e con la giusta verve drammatica, teatrale e decantatoria. Complimenti. Questa, per quel che mi riguarda, è una delle uscite discografiche dell’anno 2023.
Voto: 8,5/10
Alessio Secondini Morelli















