Il mio primo pensiero è stato “BOh?! Altra band fotocopia era necessaria?” Già dalla copertina vedo la sagra del “già visto e già sentito”. cliché smitragliati in modo assurdo. Ma come sempre provo a non soffermarmi alla copertina del libro… Ma a sto giro era meglio fermarmi li.
Produzione super pompata, con dei picchi da musica pop anni ’90 e primi 2000 imbarazzante. E’ un lavoro brutto? NO! E’ un lavoro di cui si sentiva la mancanza? NO! Dobbiamo averlo a tutti i costi? NO!
Ennesimo album di power metal con cantante femminile, fotocopiato da altri mille, a cui si aggiunge la dicitura “cinematic” e/o “symphonyc” per far finta che sia qualcosa di differente dalle solite cose:
mitragliate della doppia cassa che copia il riffing di chitarra, orchestrazioni esagerate e, sistematicamente, identiche a mille altre con però una piccola variante: quando i synth non fanno le orchestrazioni tipiche di due orchestre sinfoniche messe insieme, abbiamo i suoni da canzoncina dance di cartoni animati giapponesi anni novanta. Voce cristallina e per una volta almeno non si prova a fare il finto lirico che ha stufato, accompagnata dai soliti cori stereotipati.
Ci sono delle dinamiche che in alcune parti e d alcuni brani mi ricordano persino gli ABBA, certo senza le armonizzazioni tipiche del gruppo norvegese, ma potremmo dire che se non è copia un pochino sfocata di Amaranthe, ed Epica potrebbero essere questi Dark Sarah la versione quasi metal degli ABBA.
Cosa posso dire in più: album fatto per vendere velocemente ed essere dimenticato altrettanto velocemente. Se ascolti un brano, sai come va a finire prima della fine della traccia, sai cosa ci sarà come suoni e come arrangiamenti, questo porta i Dark Sarah a non distinguersi dalla massa.
Tutto l’album è apprezzabile, ma assolutamente dimenticabile con la stessa velocità con cui si apprezza. Non bastano le tre featuring ad aumentare il livello qualitativo dell’album, rispettivamente Mark Jansen degli Epica, JP Leppäluoto dei Charon e Kasperi Heikkinen dei Beast in black .
Questo è un album per i soli invasati del “cinematic symphonyc power metal” e nulla più.
Voto: 4.5/10
Alessandro Schümperlin















