La scena Metal Italiana è composta di tante piccole realtà, alcune decisamente trascurabili, altre che sono riuscite a ritagliarsi grazie a impegno, passione ma anche sacrifici, un’ottima reputazione sia fra il pubblico che la critica.
I Septem sono una di quelle realtà che hanno mantenuto nel corso del tempo (parliamo di quasi venti anni dalla nascita) un sound che si si è evoluto , ma che non ha intaccato minimamente la qualità dei pezzi. La band ligure esordisce con sonorità British per passare con gli anni a proporre un sound più articolato se vogliamo, ma sempre comunque diretto e aggressivo. Dopo l’ottima parentesi dei primi due dischi di cui il primo ononimo è da menzionare assolutamente, la band forte di una line – up modificata rispetto al passato, arriva al traguardo della terza fatica discografica, l’atteso “Pseudonica” rilasciato in questo fine gennaio 2022 per Nadir Music, etichetta che accompagna la band dal primo lavoro.
La grande qualità dei Septem è sicuramente quella di filtrare le varie influenze musicali in un sound originale e non derivativo. Il risultato è dunque quello di pezzi variegati che mischiano velocità, aggressività ma anche sperimentazione e progressismo. Tra le file di “Psudonica” si annidano brani che richiamano sia all’anima British della band come le potenti “Man Of The Bridge”, “The Other Side” e “The Lust Within”, sia a influenze più moderne caratterizzate da sound veloci e qui il pezzo “Blood And Soul” ne è la dimostrazione con il binomio vocale pulito/Growl di Armanini e Riggio. Binomio che ormai la band ha proposto in passato con il vecchio chitarrista Francesco Scontrini e che qua ritorna a più riprese (“Devil In Disguise”). Il quintetto di La Spezia ha talento da vendere se si va a toccare il tema dei testi, sempre molto ispirati e che toccato tematiche decisamente interessanti come ad esempio l’inusuale “Sa Femmina Accabadora”, brano che racconta della figura della donna accabadora, la quale nella cultura sarda rappresentava una sorta di boia per i malati e moridondi, incaricata (dai parenti del malato) di porre fine alle loro sofferenze .
Certi della loro passione, i Septem regalano un altro tassello pregevole di una discografia esigua ma di qualità. La pandemia ha rallentato i lavori, ma la band non ha mollato la presa come non lo ha fatto in tutti i questi anni. I sacrifici e il crederci veramente hanno ripagato ampiamente i nostri. Bentornati ragazzi!
Voto: 8,5/10
Sonia Giomarelli















