Gli Emerald Sun sono una band greca, che con questo “Kingdom of gods “ (loro quinto album in studio) propone un powermetal di stampo teutonico, sulla scia di band quali i Gamma Ray in primis, pur non raggiungendo minimamente tale livello compositivo-esecutivo.
La voce del singer Stelios “Theo“ Tsakiridis, ricorda vagamente quella di Kai Hansen, forse nel tentativo di emulare il collega tedesco, ma ottiene l’effetto di risultare una band “clone”, andando ad azzerare ogni possibile traccia di “originalita’” e “personalita’” che possa condurre a un determinato marchio di fabbrica che risponda al nome di Emerald sun.
La copertina e’ davvero bella, mentre il contenuto musicale e la produzione ad opera di tal Marcos Rodriguez, non lo sono altrettanto: il risultato finale, il sound, e’ appena poco migliore di quello di un demo.
Sono pochi i momenti degni di nota, tra i quali spicca l’epicita’ di “Legions of doom” una delle tracce migliori del lotto: piu’ in linea con le recenti produzioni dei Powerwolf rispetto a quelle dei Gamma Ray che resta la band di riferimento per gli Emerald sun.
Altro episodio vincente (e convincente) e’ “Hunter”, mentre la title track “Kingdom of gods”, specialmente nella parte del ritornello, e’ una sorta di “plagio”di “At the end of the rainbow” degli Hammerfall, seppur con ritmi piu’ cadenzati rispetto al brano degli svedesi.
Con un mercato ipersaturo, questo disco e’ tutt’altro che imprescindibile, anzi… sono pochi i brani (giusto due) che riescono ad emergere da una qualita’ compositiva pressoche’ “piatta”.
Voto: 5/10
Stefano Gazzola
















