Avevamo lasciato i mitici, anzi gli iconici Cradle Of Filth alle prese con spiritismo ed epoca Vittoriana nel precedente “Cryptoriana – The Seductiveness Of Decay” e ce li ritroviamo oggi ad affrontare un concept del tutto differente, ma sempre utilizzando la loro originale, longeva e vincente forma di espressività musicale, tanto estrema quanto profondamente teatrale e splendidamente visuale. L’album numero 13, “Existence Is Futile”, in uscita esattamente oggi 22 ottobre 2021, non può esser considerato meno che ottimo. La band di Dani è riuscita non solo a preservare e cementare la formazione costituitasi a partire da “Hammer Of The Witches” del 2016, ma anche ad affrontare una grossa sfida che è stata ribaltata per trasformarsi, musicalmente ed umanamente, in una grossa opportunità. L’album è stato approntato nel 2020, in pieno lockdown da pandemia, ed artisticamente ne è uscito profondamente influenzato ed ispirato. Anche e soprattutto nelle tematiche. Con la loro verve narrativa poetica, oscura e brutalmente violenta, nonché allo stesso tempo elegante, poetica e sofisticata, i nostri hanno affrontato tematiche filosofiche di puro esistenzialismo, che si sono ripercosse profondamente nella dimensione musicale dell’album in questione. Questo credo sia già una garanzia di qualità, visto che l’affrontare tematiche che esplorano l’essenza dei tempi che corrono in tutte le sue sfumature può già considerarsi qualcosa di profondamente prezioso, quanto scomodo per una grande fetta dell’umanità. E questo fatto è già da solo considerabile come semplicemente meraviglioso. Oltre a ciò, abbiamo una band che festeggia proprio quest’anno il trentennale di esistenza, con un album nuovo che si dimostra esser realizzato al massimo delle loro possibilità. Senza alcun tipo di freno, i nostri sono andati avanti negli anni, capitanati tanto a livello di liriche (poemi, ormai direi) quanto di carisma vocale, dall’ormai mitico Dani, e lo hanno fatto ancora una volta, semplicemente effettuando il passo successivo della loro carriera discografica. Non vi sono “innovazioni”, solo una miglior amalgama dello sfaccettatissimo quanto peculiarissimo spettro sonoro dei COF. Magari con una dimensione “live” più accentutata (provate a sentire l’energia che scaturisce fuori dagli strumenti nelle parti più tirate dell’opener “Essential Terror”), grazie al produttore Scott Atkins ed al suo studio di registrazione Grindstone, situato nello stesso nebbioso e stregonesco Suffolk che è la terra d’origine dei Filth, dove il lavoro di arrangiamento e produzione è stato mirato a valorizzare in maniera sempre non meno che eccellente la dimensione musicale ormai consona della band. Ma oltre alla brutalità, anche la drammaticità, il disperato ed oscuro lirismo, così come la giusta dose di melodia che sono propri del mosaico sonoro Cradle Of Filth sono ancora oggi ben presenti, miscelati in modo da armonizzarsi in maniera ancor più perfetta e mirabile dei pur validi ultimi lavori. Possiamo restar colpiti dalle bellissime miscele di chitarre armoniche maideniane che scaturiscono fuori da parecchie sezioni di potenziali classici come “Crawling King Chaos”, oppure possiamo riservarci qualche riflessione esistenzialista in una “ballad” ricca di orchestrazioni, piano goticheggiante e suadenti vocalizzi femminili come la mastodontica “Discourse Between A Man And His Soul” (forse vicina al capolavoro lirico e musicale), oppure cimentarci nella rabbia filo-ecologista di un brano come “Suffer Our Dominion”, dove tra l’altro si riascolta, con grande giubilo dei fans della prima ora, la voce narrante dell’attore Doug ‘Pinhead’ Bradley, gradito ritorno dopo il suo operato nell’album “Midian” del 2000. Come ogni album dei COF, anche “Existence Is Futile” merita di essere ascoltato più e più volte per essere apprezzato fino in fondo. Ma fin da subito, pare che con questa line-up i nostri abbiano trovato una nuova giovinezza creativa. Ed ancora una volta sono propenso a credere che il segreto in tutto ciò sia nel fatto che i nostri “mutano” in continuazione, prendendo qualunque avversità come una nuova sfida. Diventando un virus che muta più del reale virus in circolazione, come nella stessa bio si afferma. Allargando ancora di più il loro già nutritissimo immaginario oscuro, gotico, horrorifico ed esoterico. Dani Filth precisa che le tematiche esistenzialiste sono scaturite fuori in lui in tempi immediatamente precedenti la pandemia. Ma questo non fa altro che confermare quanto un album come “Existence Is Futile” possa essere un’alta opera artistica ancora una volta perfettamente al passo con i tempi. Anzi, con l’analisi più profonda della nostra epoca contemporanea. Più volte in passato mi sono imbattuto in opere artistiche capaci di tanto. E sono davvero contento che a distanza di ben 30 anni dalla loro fondazione i sempre iconici Cradle Of Filth abbiano ancora dimostrato in pieno il loro valore artistico. Non credo possa esistere un’altra band uguale sulla faccia della nostra povera e da noi umani così martoriata Terra. Ormai passo oltre la mentalità dei fans che dicono “quest’album fa schifo, quest’altro ritorna alle sonorità di ‘Dusk…’ quindi mi piace”. Posso solo affermare con cognizione di causa che l’intera discografia dei Cradle Of Filth è priva di album totalmente pessimi. Sostengo che i nostri abbiano sempre realizzato l’album che dovevano realizzare, quand’esso doveva essere realizzato. E lo hanno sempre fatto in barba a qualunque giudizio esterno. E questa secondo me è Arte. Arte Oscura! Felicissimo trentennale, quindi, cari Cradle Of Filth! E complimenti per aver trasformato in arte la forma-pensiero tipica di Aleister Crowley, che cito per finale di recensione direttamente dalla vostra bio: “everything is permitted because nothing really matters”. Termino segnalando la consueta “Special Edition” in CD digipack contenente le due bonus-track “Sisters Of The Mist” (ispirata a “Midian” e sempre con Doug ‘Pinhead’ Bradley come voce narrante) e “Unleash The Hellion”.
Voto: 10/10
Alessio Secondini Morelli















