Uscirà venerdì 17 l’album più “Cupo, inquietante e strano” che il 2026 abbia sfornato.
Tornano infatti THE MUGSHOTS, eclettica band italiana dal sound internazionale, con un lavoro complesso ed articolato ma dall’ascolto estremamente godibile, un mix di Gothic Rock e Horror Metal con quel pizzico di Post Punk che non guasta mai. Si passa dall’oscurità più tetra a sonorità scanzonate, ironiche, ritmi vivaci per poi fare un salto nei primi anni ’80.
Capeggiata da Mickey E. Vil, compositore, conduttore radiofonico e giornalista musicale, la band nasce 25 anni fa e vanta collaborazioni stellari che hanno impreziosito i componimenti come anche in quest’ultima fatica.
Non appena ho avuto l’album tra le mie mani, sono saltati all’occhio nomi importanti, internazionali e nostrali, alcuni dei quali a me particolarmente cari:
Mario “The Black” Di Donato con le sue ultime registrazioni
Gaye Advert (bassista dei The Adverts) nonchè autrice della copertina
Enrico Ruggeri e i Decibel (qualche anno fa la band ha dedicato una stupenda cover di Contessa in collaborazione con i Decibel stessi!)
Angela Busato (Tastierista dei Dark ages e organizzatrice dell’ Isola Rock)
Andy La Rocque (King Diamond)
Sakis Tolis (cantante e chitarrista dei Rotting Christ)
Jim Mutilator (membro fondatore dei Rotting Christ e Yoth Iria)
Fredrik Norrman (chitarrista degli OCTOBER TIDE ed ex KATATONIA)
Trevor Sadist e Tommy Talamanca dei Sadist, che ho avuto il piacere di ospitare al Rock Metal Fest la scorsa estate.
Ogni traccia in collaborazione è un pezzo unico con partiture eccezionali, le orecchie vengono attraversate da impulsi ipnotici, oscuri, magnetici intervallati dai tipici effetti sonori dei film horror.
Veri e propri mantra che invaderanno le sinapsi sono “Cold Inside” traccia di apertura e “Have You Seen It Before?”, difficilmente ve le toglierete dalla testa, un po’ come “Stalking Theme” e ditemi se non la vedreste bene in un film di Dario Argento.
Un gioiello di rara raffinatezza è “Flow, My Tears” con la mia adorata Gaye Advert e i suoi giri di basso profondi come l’oceano.
Ma è quando arriva il fantastico mostro sacro di Enrico Ruggeri che il mio cuore si riempie di eramnesia, sindrome di cui soffro dalla nascita!
Dunque, metallari e non, “Gloomy, Eerie And Weird” è una perla di estrema eleganza, classe, finezza, ricercatezza, distinzione e buongusto e non posso non complimentarmi con la band, i suoi ospiti e l’etichetta discografica!
Voto: 9/10
Ilaria Midnightsun















