Al Medimex arrivano la mostra inedita “Roberta Bayley: The Ramones, CBGB’s and New York City” e “Hey! Ho! Let’s Go!”, opera originale di projection mapping firmata da Roberto Santoro e Blending Pixels.
Medimex – International Festival & Music Conference, promosso da Regione Puglia e Puglia Culture nell’ambito del progetto Puglia Sounds, è in programma dal 17 al 21 giugno 2026 a Taranto con i concerti di Pet Shop Boys (Dreamworld – The Greatest Hits Live), Suede, Slowdive, NYC Redux Band (playing the music of Ramones) e Agents of Time. Il festival presenta due appuntamenti originali, tra musica e arti visive, per celebrare i 50 anni dei Ramones e del punk.
Dal 17 giugno al 6 luglio, al MArTA – Museo Archeologico Nazionale di Taranto, è in programma, in prima nazionale, la mostra “Roberta Bayley: The Ramones, CBGB’s and New York City”. In esposizione 50 fotografie che raccontano, attraverso lo sguardo della fotografa — protagonista anche di un incontro con il pubblico il 17 giugno — la nascita dei Ramones e della scena punk newyorkese.
C’è una fotografia che, prima ancora di sentire una nota, racconta tutto del punk rock: quattro ragazzi appoggiati a un muro scrostato del Lower East Side di New York, tra jeans strappati, chiodi in pelle, capelli lunghi e sguardi sospesi tra noncuranza e minaccia. È il 1976: quei ragazzi sono i Ramones e stanno fissando l’obiettivo di Roberta Bayley.
Nata a Pasadena, in California, e cresciuta nella Bay Area di San Francisco, Bayley frequenta la San Francisco State University per tre anni, prima di abbandonare gli studi nel 1971 e trasferirsi a Londra. Qui entra in contatto con il mondo che segnerà il suo destino: nel 1973 lavora brevemente per Malcolm McLaren e Vivienne Westwood nel loro negozio Let It Rock. Nel 1974 si trasferisce a New York, dove la storia del punk sta per prendere forma.
Nel luglio di quell’anno incontra il musicista e poeta Richard Hell e, pochi mesi dopo, inizia a lavorare come addetta all’ingresso del CBGB’s, su richiesta di Terry Ork, manager dei Television. Il CBGB’s — acronimo di Country, Bluegrass, Blues — diventa il crocevia della scena downtown newyorkese: Patti Smith, Talking Heads, Blondie, Television e, naturalmente, i Ramones.
La fotografia entra nella vita di Bayley con sorprendente rapidità. Solo nel novembre 1975 acquista la sua prima macchina fotografica professionale, con l’intenzione di documentare ciò che accade intorno a lei. Appena tre mesi dopo, realizza lo scatto destinato a diventare la copertina del primo album dei Ramones.
Quella fotografia nasce quasi per caso. Nel 1976 Bayley collabora con John Holmstrom e Legs McNeil alla rivista Punk, fotografando i Ramones per il terzo numero. Lo scatto non era pensato come copertina, ma come illustrazione editoriale. Dopo una sessione in loft, la fotografa esce con la band per una passeggiata nel quartiere: un muro sgretolato tra East Second Street e Bowery diventa lo sfondo perfetto per un’immagine destinata a entrare nella storia.
Nonostante la casa discografica Sire avesse commissionato un servizio professionale da circa 2.000 dollari, il risultato non convince né la band né il manager Danny Fields. La scelta ricade così sulla fotografia di Bayley, che finirà per definire l’estetica del punk nella seconda metà degli anni Settanta.
Dopo quell’episodio, Bayley diventa fotografa principale di Punk magazine, documenta la scena britannica, lavora con Blondie e segue i Sex Pistols nel tour americano del 1978. Il suo archivio si trasforma in una straordinaria mappa visiva di un’epoca irripetibile. Oggi il suo lavoro — tra fotografie, diari e materiali personali — è conservato alla Beinecke Rare Book and Manuscript Library dell’Università di Yale, a testimonianza del suo valore storico e culturale. Intorno al 1980, Bayley decide di lasciare la fotografia, convinta di aver già raccontato tutto ciò che desiderava, evitando — come ha dichiarato con ironia — di perdere il proprio “status di dilettante”.
Dal 19 al 21 giugno, sulla facciata del Castello Aragonese di Taranto, prende vita “Hey! Ho! Let’s Go!”, opera originale di projection mapping di Roberto Santoro e Blending Pixels realizzata per il Medimex. Lo spettacolo celebra la nascita e l’evoluzione del punk rock, ripercorrendo il viaggio di un’estetica nata ai margini — tra i garage di New York, i pub londinesi e i muri tappezzati di manifesti — e divenuta, nel tempo, linguaggio globale.
Dai Ramones ai Blink-182, passando per Sex Pistols, The Clash e Green Day, il video mapping racconta la trasformazione della ribellione in codice condiviso: l’urlo che diventa slogan, la cresta che si fa costume, il “no future” che si trasforma in colonna sonora popolare.
Il Castello Aragonese diventa così una superficie narrativa in continua metamorfosi: ogni atto dello show rappresenta un’epoca, ogni variazione visiva segna il passaggio dalla strada al mercato. Nessuna nostalgia, nessun giudizio: il punk non è scomparso, ha cambiato forma. Da rivoluzione a estetica diffusa, da grido a attitudine critica che continua a scorrere sotto la superficie della cultura di massa.
Medimex – International Festival & Music Conference è promosso da Regione Puglia e Puglia Culture nell’ambito del progetto Puglia Sounds, finanziato con risorse del Fondo di Rotazione POC 2021–2027, in collaborazione con il Ministero del Turismo (Fondo Unico Nazionale Turismo) e con il sostegno di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori. Il programma completo sarà annunciato nelle prossime settimane, con aggiornamenti disponibili sul sito ufficiale medimex.it.















