Costretti al lockdown da pandemia, i maestri del Doom svedese (e non solo) Candlemass ci propinano un album di rifacimento “live” (ma ovviamente senza pubblico) di tutti i loro classici più classici, quelli dei primi ormai mitici quattro album degli anni ’80, registrati in una vera e propria “lockdown session” del 3 luglio del 2020. E il risultato viene rilasciato in CD+DVD. Nonostante l’età galoppante vi dico subito che l’esecuzione dei suddetti classici (più “Astorolus” tratta dall’ultimo album “Door To Doom” del 2018) è abbastanza convincente. Dico abbastanza perchè, ovviamente, lo spettro del “liricheggiante” e carismatico cantante storico Messiah Marcolin, che fece particolarmente “suoi” tutti gli evergreen contenuti in questo live, è sempre presente. Non ci si può far nulla, è così, soprattutto per tutti i fan attempati della band, tra i quali il carisma di Messiah ancora incontra favori. Nulla di particolarmente negativo da eccepire sul cantante attuale (che fu anche il cantante-turnista del primo album “Epicus Doomicus Metallicus” del 1986) Johan Längquist, che cerca di fare del suo meglio, anche considerata l’età, per la buona riuscita del risultato finale. E non voglio neppure commentare il downtuning a cui si sono costretti i musicisti per non fargli sforzare troppo la voce… insomma, non voglio certo fare la figura del Marcolin-maniaco duro e puro. Voglio solo dire che, nonostante il risultato formalmente buono e non privo di una certa qualità esecutiva, i ‘mass dovrebbero accorgersi che i loro evergreen appaiono ancora oggi forgiati sulla particolarissima e peculiare performance vocale di Messiah, dalla quale credo sia ormai impossibile discostarli (e a livello scenico poi, chi non rivangherà mai la tipica Doom Dance che il frate nero Marcolin inscenava durante “Bewitched”?). E quindi non tutti i fan di lunga data potrebbero digerire senza se e senza ma questo “tuffo nel passato con i mezzi del presente”. Del resto, per le nuove leve del Doom, questo live in lockdown rappresenta una gustosa “bibbia” del genere, che ha la facoltà di riunire appunto i brani con cui la band è entrata nella Storia del (Doom) Metal. Con una esecuzione decorosa e degna di un attempato gruppo storico. Poi, se proprio vogliamo aprire il discorso sfruttamento commerciale del lockdown tramite nuove release a tema… beh la nostra recensione potrebbe diventare anche piuttosto negativa. Lasciamo perdere, vah…
Voto: 6,5/10
Alessio Secondini Morelli















