Niente male i Fear Factory del nuovo, undicesimo album “Aggression Continuum”. Certo, un po’ manieristici, ma possiamo ben dire che se lo possono permettere. Essendo loro i creatori in toto di quel sound unico nel suo genere, che io definisco Industrial/Technological/Groove Metal, dove i nostri non hanno uguali. Tanto a livello creativo quanto di impatto e potenza. La band di Dino Cazares si mantiene massiccia ed inkazzata dopo tutti questi anni, e la line-up attuale è davvero affiatata e solida come un macigno. Tra le novità, il fatto che questo sarà l’ultimo album con Burton C. Bell alla voce, dato che i nostri si presentano attualmente come trio (pare che l’incisione dell’album risalga al 2020). Comunque, il nostro, anche coinvolto nella prouzione, sfoggia la consueta classe tanto nelle performance clean che in quelle growl. I brani sono tutti brutalissimi, ma sempre costruiti sui loro tipici super-tempi complessi e spesso dispari, ottimamente incorniciati dalle altrettanto consuete voci “robotiche” fuori campo e dall’elettronica, mai eccessiva ma sempre efficace nella costruzione delle tanto amate atmosfere ultra-tecnologiche, che da sempre arricchiscono il concept narrativo dei FF (e che viene esemplificato alla perfezione anche dall’altrettanto consueta, bellissima grafica di copertina). Poi, una delle cose che più adoro di ogni album dei FF è la produzione, che anche qui appare virtualmente perfetta: mai troppo artificiosa nè tantomeno carente di qualità e nitidezza di suono. Ancora una volta vi assicuro che nessuno potrà mai dirvi che state ascoltando rumore. Ancora una volta, la MUSICA estrema dei Fear Factory esce fuori alla perfezione dalle casse dello stereo. Non posso dire altro se non… che sono contento che i Fear Factory stiamo ancora oggi (e ce ne vuole) a pieno regime creativo. Forse, proprio tutti i cambiamenti che la società occidentale sta subendo a rotta di collo potrebbero rappresentare la preziosa linfa vitale da cui attingono i nostri per realizzare i loro prodotti discografici. Beh davvero, niente male se il risultato somiglia, e continuerà a somigliare, a un album come “Aggression Continuum”. Complimenti! Ma… riascoltando bene il risultato, viene lecito chiedersi: proprio non si può far nulla per riprendere in formazione il grandissimo Burton C. Bell? Mi spiace un po’…
Voto: 8,5/10
Alessio Secondini Morelli















