I Velkhanos sono ispanici e ci propongono tramite la Art gates records il loro lavoro che è un death metal con arrangiamenti melodici e, vagamente power, con alla voce una donna che sa il fatto suo. Questo “The Wrath” è il loro esordio e la cosa che colpisce è che non vi sono sbavature tipiche di una prima produzione; quindi la band ha una certa capacità e di certo ha già avuto la possibilità di fare esperienza prima di proporsi in questa veste.
Le strutture compositive si basano sulle cavalcate delle chitarre e della batteria, che ricordano a più riprese il power iberico e non solo, con tanto di scale e contro scale negli assoli sempre per mano dei chitarristi. La voce è notevole; le parti in pulito sono molto interessanti, la distorsione in growl sembra quasi inumana.
Va detto che avrei usato delle scelte da banco mixer estremamente differenti da quelle usate dalla band. le chitarre troppo “acute” anche in fase di riff portante; il basso si perde e non si percepisce quasi mai. La batteria con il modo di suonare le cavalcate come se fosse una band power trova anche certi suoni tipici da power; fa perdere un pochino il piglio delle tracce. Capisco che loro facciano “melodic death” ma sembra power con il growl.
Va comunque fatto onore alla band di aver comunque composto un lavoro così ordinato e ben “confezionato” essendo il loro esordio; seppur manca di alcune scintille per definirlo un lavoro “WOW” e del fatto che si siano avvinghiati a certi stilemi power che in qualche modo rendono prevedibile a tratti il loro lavoro.
“The Last Day”,”Capricho Árabe”,”Black Omen”, “Dagon” e “Moloch” sono i brani che mi hanno colpito. Vi invito ad ascoltare questo lavoro e fare vostro per poter scegliere le tracce migliori per voi.
Concludendo, questo loro primo lavoro è più che dignitoso, per essere appunto l’esordio, di certo farà la felicità di chi si disseta con heavy metal classico, power e melodic death metal. Senza escludere i pazzi per gli assoli di chitarre che troveranno parecchio di cui godere. Speriamo che nel prossimo futuro la band possa in qualche modo andare oltre alle formule rodate che hanno usato.
Voto: 6.5/10
Alessandro Schümperlin















