Sembrava un gruppo ormai defunto, perso alla causa del rock melodico. La brillante partecipazione al Frontiers Festival di Trezzo sull’Adda ne ha, evidentemente, rilanciato ambizioni e voglia di suonare e così arriva “The Wild Card”, ottima prova che riporta i Treat nel posto che meritano del gotha dell’hard rock di più facile ascolto, senza rinunciare alla grande qualità della band del cantante Robert Ernlund che, insieme a Anders Wikström alla chitarra, Patrick Appelgren alle tastiere, Jamie Borger alla batteria e Nalley Pahlsson al basso sono giunti al quinto album dopo la rinascita della band che, come spesso accade in una storia pluridecennale, ha vissuto i suoi alti e bassi. I dischi realizzati sono comunque, complessivamente, dieci.
Chi non conosce Ernlund, a un primo impatto immagina di essere di fronte a una boy-band aor, tanto è giovanile, nella tonalità e nella modulazione, la sua voce. Invece si tratta di una band matura, in pista da decenni. Anche la musica asseconda questa impressione, come ad esempio in “Adam Evil”, brano semplice nel suo dipanarsi, tanto da sembrare una hit di qualche gruppo giovanissimo. Tutto questo non è certo un male, perché “The Wild Card” è di una leggerezza che ti accompagna, come una colonna sonora, con suoni mai invadenti o troppo duri.
Si ha l’impressione che l’architettura dei brani sia costruita attorno ai cori, o comunque alle linee vocali, come nella iniziale “Out with a bang”, oppure in “Your Majesty”, dove si capisce bene che i Beatles hanno influenzato la gioventù di questi svedesi, mentre l’assolo deve qualcosa ai Queen, ma i Treat non hanno bisogno di copiare, perché sono sapienti dosatori di musica.
Il brano che sicuramente popolerà le mie playlist da ora in poi è la raffinata, cadenzata ma decisa e molto rockeggiante “Hand on heart”, che mi ha colpito dal primo ascolto e che mi esalta, anche per la sua orchestrazione e per l’assolo metallizzato.
Non ci sono riempitivi, “The Wild Card”, è una opera matura, che avrà il suo spazio nel già ricco set degli svedesi, che sono tornati alla grande nel mondo del metal melodico non per fare tappezzeria.
Voto: 7,5/10
Massimiliano Paluzzi















