Un nuovo disco degli Who nel 2019 e’ qualcosa che tanti anni fa non avrei previsto di vedere. Ricordo che nei primi anni Ottanta ci fu il loro “tour d’addio” celebrato dal doppio live Who’s Last del 1982. Poi ci sono stati reunion e stop fino a questo nuovo capitolo che non sappiamo se sarà l’ultimo. Il gruppo che nel 1965 cantava “spero di morire prima di diventar vecchio” vede ancora in pista il cantante Roger Daltrey (76 anni) e il chitarrista Pete Townshend (75 anni). Gli altri membri fondatori, il bassista John Entwistle e il batterista Keith Moon, sono morti da molto tempo. La formazione attuale è completata dal bassista Pino Palladino, dal tastierista Benmont Tench e dai batteristi Matt Chamberlain, Zak Starkey e Joey Waronker. Per chi si fosse distratto negli ultimi cinquant’anni, ricordiamo che The Who sono tra i gruppi capostipiti di tutto il rock. Loro sono quasi coetanei di Beatles e Rolling Stones e sono stati il primo gruppo ad avere un approccio violento e distruttivo sul palco anticipando tutto il rock più estremo, hard, metal e punk. Loro rappresentano fieramente la nostra musica come veicolo di ribellione, rabbia, slancio ideale e contenuti generazionali e di riflessione globale. Alcuni loro dischi come Tommy, Who’s Next e Quadrophenia sono tra i più belli di tutti i tempi e il loro Live At Leeds resta a distanza di cinquant’anni un prototipo inarrivabile di album dal vivo al pari di cose tipo Made In Japan dei Deep Purple e di The Song Remains The Same dei Led Zeppelin. E veniamo al contenuto di questo ultimo lavoro, intitolato semplicemente The Who, come se si trattasse di un nuovo inizio. Il primo pezzo All This Music Must Fade ci propone subito un approccio fiero ed energico quale ci si aspetta da un gruppo di tale caratura. Il titolo del brano dice che tutta questa musica deve svanire ma proprio gli Who rappresentano un fulgido esempio di musica che non sarà dimenticata facilmente. Il giro iniziale di Ball And Chain richiama subito l’immortale Baba O’Riley, ma a un gruppo come questo l’autocitazione è consentita. Il brano comunque si sviluppa su coordinate autonome e validissime. I Don’t Wanna Get Wise, non voglio diventare saggio, suona come una considerazione autobiografica. Gli Who crescono e invecchiano, alcuni di loro sono morti, ma sono ancora qui a fare i ragazzacci. Detour è il nome della band prima di assumere quello che l’avrebbe resa famosa, ed è anche un bel pezzo carico di tensione. Beds On One String e’ sorretto da una bella melodia in cui la voce di Roger Daltrey ci accompagna con un bel piglio narrativo. Hero Ground Zero è una rock song dotata di vigore e magnetismo. Gli eroi di Ground Zero, i pompieri di New York, durante le operazioni di soccorso dell’11 settembre 2001 si narra che ascoltassero proprio gli Who…. Street Song, canzone di strada, ci riporta alle radici primarie della band, la strada appunto. Una suggestiva armonica ci introduce I’ll Be Back, io tornerò, un concetto già vissuto svariate volte dai protagonisti. Break The News e’ un bellissimo pezzo acustico ritmato e molto coinvolgente. Il ritornello principale entra subito in circolo e lo si vorrà riascoltare subito. La vena nostalgico-malinconica ancora una volta centra il bersaglio delle nostre emozioni. Rockin’Rage ci propone ulteriori atmosfere acustiche che poi conducono a un esito elettrico. She Rocked My World chiude l’edizione basica con un’atmosfera accattivante. L’edizione De Luxe comprende altre tre tracce. This Gun Will Misfire è un ulteriore tassello di classe. Got Nothing To Prove e’ un’altra dichiarazione di intenti, un gruppo come gli Who non ha effettivamente nulla da dover provare. Daddy And My Ponies è una nenia affidata a Pete Townshend che ci lascia con un piacevole senso di rassicurazione. Gli Who dopo tanti anni sono ancora qui con noi. Loro che negli anni Sessanta cantavano la loro generazione che non poteva fidarsi di chi avesse superato i trent’anni. Sarà difficile che nasca un altro gruppo così, e quindi questo loro nuovo disco va tenuto stretto al cuore per riscaldarcelo con emozioni che non verranno mai meno.
Voto: 10/10
Silvio Ricci
















