Interessante questa mossa della neonata Wine & Fog, che si propone di riesumare (questa volta è proprio il caso di dirlo), vecchi lavori del black nostrano, che, per svariate ragioni, rischiavano di finire nel dimenticatoio, a distanza di tanti anni dalla loro pubblicazione.
Nel caso dei veneti Strix, infatti, viaggiamo indietro fino al 2008, anno in cui vede la luce (fioca) questo 4 tracks, del quale ho il piacere di possedere copia 546/666.
Da cultore del metal, anzi, passatemelo, del METALLO italiano, non posso che apprezzare la scelta, azzardata per molti, di cantare in lingua madre le tracce racchiuse in questo lavoro, che è un viaggio, attraverso vari aspetti e forme, lungo uno dei temi più dibattuti in ambito culturale, ovvero la Morte.
Liberiamo subito il terreno da equivoci, non siamo alle prese con la classica band satanista, ma qui l’approccio è decisamente più filosofico, a tratti mistico, ora pragmatico, ma sempre molto lucido e chiaro.
Non vi svelerò i versi cantati da Rex Noctis, ma vi assicuro che sono ben realizzati, scritti anche dal resto della band e musicalmente sostenuti in maniera egregia, perché alle classiche sfuriate black, vengono affiancati anche dei rallentamenti e dei mid tempos da brividi.
Veramente un peccato che un lavoro estremo così interessante sia stato totalmente lasciato nel dimenticatoio per tanto tempo e mi chiedo, ancora una volta, cosa facciano le pseudo realtà atte a supportare e promuovere…
Per quanto mi riguarda, seppur a 13 anni di distanza, la Strige, può “sedersi” all’ombra dell’Yggdrasill e ricevere il supporto che merita, innanzitutto radiofonico e poi, spero, con queste parole, con le quali cercherò di stuzzicare la vostra curiosità, spingendovi all’approccio vero e, privo di paraocchi, nei confronti di queste TAPPE del cammino della Vita.
Musicalmente siamo su stilemi black di stampo norvegese, ma con venature tipicamente nostrane, con strumenti ben riconoscibili e due chitarre che non lasciano spazio ad attimi di caduta.
Sezione ritmica rocciosa e spaccaossa, con una produzione ben sopra la media di tante altre che, fa sì che le lyrics cantate e declamate siano ben comprensibili.
Insomma, cari amici, a me l’ascolto di questo lavoro ha emozionato, regalandomi qualche brivido alla schiena, segno che, il nostro sottobosco musicale è vivo e merita solo di essere attenzionato!!!
Fate vostra una copia e non vi pentirete di aver, finalmente, guardato, alle meraviglie di casa nostra; ora luminose, ora oscure, ma senza dubbio alcuno, cariche di valore e pregio!
In alto il calice per Strix e via la polvere del tempo!!!
Voto: 8.5/10
Francesco Yggdrasill Fallico















