A distanza di un anno dal debut album “Poetica”, ecco uscire sul mercato il follow-up “Wasteland”; album che riesce a convincere maggiormente rispetto al suo predecessore, che era gia’ un disco piu’ che buono.
Se nel album d’esordio si poteva contare su ospiti illustri come Zachary Stevens (Savatage, Circle 2 Circle) e Alessandro Conti (Trick or Treat), su “Wasteland” troviamo Hansi Kürsch (Blind Guardian, Demons & Wizards) e Tom S. Englund (Evergrey, Redemption).
Zak Stevens veniva chiamato per il folle amore che gli Stranger Vision nutrono per i Savatage (questo si evince in ogni loro composizione), Alessandro Conti figurava in doppia vesta di cantante-disegnatore ( autore dello splendido artwork di “Poetica”), la collaborazione con il leggendario bardo “Hansi”, nasce come conseguenza della vittoria della band italiana all’ “Imagination Song Contest” organizzato dagli stessi Blind Guardian.
La copertina di “Wasteland” e’ curata da Gustavo Sazes e la produzione (mix e master) ad opera del n. 1 del settore in Italia (in campo “metal”), ovvero Simone Mularoni; il cui “Domination Studio” e’ stato da me “ri-battezzato” come il “Finnvox” italiano (per l’eccellente livello qualitativo del “sound”).
La proposta musicale degli Stranger Vision spazia dal power/prog metal al metal melodico, il tutto farcito da avvincenti orchestrazioni, melodie accattivanti e tanta, tanta, tecnica al servizio delle composizioni e mai fine a se stessa.
Come detto in precedenza, la principale fonte di ispirazione per la band emiliana, sono sicuramente i “Savatage” dell’era Stevens; anche se personalmente ho trovato piu’ di una analogia con la band austriaca (sconosciuta ai piu’) Stygma IV (prima Stygmata IV), band non piu’ in attivita’.
Analogie nella proposta musicale (anche se gli Stygma IV avevano un sound piu’ “oscuro”) ma non solo: il timbro vocale di Ivan Adami ricorda quello del cantante degli Stygma IV, Ritchie Krenmaier; basta ascoltare il brano “Fire” per rendersi conto che tali paragoni non sono campati per aria.
Tra i pezzi migliori del disco troviamo la title-track “Wasteland”, power song potente e “micidiale”, che vede la partecipazione al microfono di Mr. “Blind Guardian”; la Savatage-iana “Handful of Dust”, “Desolate Sea” (strepitoso e superlativo il solo di chitarra con il suo “shedding”), la strumentale “Neverending Wave” e la poliedrica “The Deep” che vede la partecipazione di Tom S. Englund .
Tra le tante band “anonime” che saturano il mercato italiano (e non solo), gli Stranger Vision potrebbero (erroneamente) passare per una di queste, ma non e’ affatto cosi !!! Gli emiliani si confermano una band davvero valida, dalle spiccate qualita’ tecniche e compositive: una piacevole sorpresa per il metal tricolore.
Unico appunto: un vero peccato non aver richiamato Alle Conti ospite in almeno una canzone del nuovo album :).
Per una band nata soltanto tre anni fa, credo che non fosse facile riuscire a trovare questa alchimia “vincente” e soprattutto tirar fuori due album davvero convincenti, un plauso particolare a questa band, nella speranza che il loro futuro sia “in crescendo”.
Voto: 7,5/10
Stefano Gazzola















