Attivi dal 2008, i Sandness sono un trio italiano con base a Rovereto (Trento) che si definisce hard rock-power pop, che alterna due cantanti e che, fino dalla sua nascita, si è distinto per la sua attività discografica e live.
Ben quattro i dischi pubblicati dai tre rockers : Like An Addiction (2013 Sleaszy Rider Records), Higher & Higher (2016 Sleaszy Rider Records), Untamed (2019 Rockshots Records) e un EP, Enter Please (2020 Rockshots Records) che non hanno ancora permesso loro di raggiungere il grande successo, nonostante la loro musica sia frizzante e molto divertente, come conferma questo “Play your part” opera molto valida, adatta a una riproposizione live.
Proprio dal vivo i Sandness sembrano avere la loro dimensione migliore. Nella loro presentazione citano molti artisti con i quali hanno diviso il palco : The Dead Daisies, Marky Ramone, Lita Ford, Nazareth, Tygers Of Pan Tang, L.A. Guns.
Il loro stile si avvicina molto ai The Darkness, ma hanno contaminazioni diverse e stimolanti, addirittura ci sento qualche eco surf rock, come nella iniziale “High Tide”, che apre questo “Play your part” che si sviluppa su temi piuttosto facili, strizzando l’occhio ai giovani con un rock adolescenziale molto buono, ben esemplificato da “Today tonight”, brano spensierato ma non superficiale. “No Filter” uscito anche in formato video, è un altro brano strutturato intorno a un ritornello orecchiabile e anche il filmato che lo rappresenta è un ottimo prodotto.
“Supernova” si rifà al classico rock’n’roll, mentre la successiva “All i’ve learnt” ha toni sfumati, un pianoforte in evidenza e si tratta di una ballata, registro musicale completamente ribaltato dalla successiva “Be the one” , una specie di marcia rock’n’roll, seguita da un altro esempio di rock adolescenziale come “Give it all”, caratteristica, almeno riferita ai cori, riscontrabile anche in “Lights on”.
“The one who tricked the devil” è uno dei brani migliori, per ritornello, cori e assolo, proposti da Mark Denkley ( basso e voce), Metyou Tomeatyou (batteria e cori) e Robby Luckets (chitarra e voce). La produzione, molto valida, è affidata a Michele Guaitoli.
Il disco scivola verso la conclusione senza cali compositivi ed ecco che “Bad Company” ci presenta un classico riff hard rock in un contesto che sembra raccontare una storia, mentre “Go with the flow” è un rock’n’roll dinamico e molto buona è anche la cover finale dei Kiss “Turn on the night”, brano anthemico che fa la sua figura dal vivo.
Un buon gruppo, che mi auguro abbia sempre più occasioni per dimostrare il suo valore.
Voto: 7/10
Massimiliano Paluzzi















