La band elvetica Stoneman ha pubblicato una compilation lo scorso 26 novembre 2021 tramite Massacre Records un doppio cd “best of” di ben 42 tracce per un totale di 151 minuti di musica, ed una manciata di secondi. Altra particolarità è il fatto che il cd 1 ha le prime 21 tracce e sono tutte cantate in tedesco; mentre nel cd due troviamo 21 tracce di cui 20 in inglese ed una in tedesco. La loro attitudine passa dal dark rock al NDH senza mezzi termini e senza difficoltà. Va ammesso che dei 42 brani però uno è un inedito: “Was Eva will”.
Resta inteso che comunque le infezioni di Rammstein, Oomph! e Lord of the lost son tangibili; come tangibile è la scelta di alcuni synth che hanno un sapore parecchio Lacrimosa. Resta inteso che: essendo un best of delle loro azioni degli ultimi 17 anni, troviamo materiale più grezzo ed altro invece particolarmente più curato e personale.
Troviamo quindi tracce da “Goldmarie”, da “Geil und Elektrisch”, da “Steine”, da “Sex. Drugs. Murder”, da “How to spell heroin” e “Human hater”. Ovviamente immancabili i due brani in cui abbiamo dei guest interessanti ovvero “Wednestay13 (ex murderdolls e, ovviamente, Wednesday 13) in “Zombie zoo” e Sabine Dünser la fu cantante di Erben der Schöpfung ed Elis.
La loro scelta di non essere vincolati ad un genere solo, permette loro di avere un più ampio raggio di azione per quello che riguarda la fanbase; e per quello che riguarda la loro presenza in più di un festival di “natura” differente come ad esempio: al Wave Gothic Treffen di Lipsia, ma anche al Wacken Open Air e al Rock Am Ring.
Per il resto nulla da dire. Nel senso che le strutture sonore sono collaudate, sono funzionali e danno rimando e risultato interessante; la loro scelta di rimanere in un certo ambito di “confort zone”, ma ben strutturato e non accampato, permette di fare un lavoro fatto bene e questi diciassette anni lo dimostrano. Forse solo sei album in 17 anni è un po’ pochino, ma sono scelte di campo che non sono questionabili; anche alla luce delle situazioni contingenti della band.
A livello di produzione siamo ad alto livello; sia di produzione che post produzione; con le parti controllate e gestite sia dal “nuovo” batterista Rico H. insieme ad Steve van Velvet.
Curioso il fatto che produzione, mix e master sono fatte in Spagna presso gli Psychosomatic studio di Mallorca; ad esclusione delle registrazioni delle voci che sono ste fatte ai Winterstudios di Zurigo.
Di per se nulla di strano o nulla di “nuovo sotto al sole” ma, va detto, che dopo diciassette anni un “best of” non fa male. Quantomeno permetterà ai neofiti di poter avere una selezione di ogni album per comprendere il modo di fare musica degli Elvetici Stoneman.
Per chi li conosce già diciamo che potrebbe essere un acquisto buono solo per i fan die hard o chi non ha abbastanza materiale sulla band.
(piccolo inciso, ci potrebbero essere alcuni letterati e laureati in lettere tedesche che potrebbero forse inorridire da certi meccanismi dialettali o di “neologismi” presenti nei testi, ma sinceramente le licenze poetiche vanno tollerate).
Voto: 7,5/10
Alessandro Schümperlin
















