Terzo album per i prog-metallers finnici Simulacrum. E per farvi capire il livello qualitativo della band in questione, questo è il debutto della band per la mitica Frontiers. Se i nostri hanno fatto passare ben 6 anni dal precedente, una ragione c’è, e si sente. L’album è straordinariamente complesso, quanto straordinariamente “catchy”. Di sicuro un album di livello così alto avrà preso il suo tempo di realizzazione. I nostri hanno deciso in questo lasso di tempo di aggiungere un secondo singer. Ed oggi ad affiancare Niklas Broman troviamo la voce “classicissima” del nuovo Erik Kraemer. Proprio lo stile di cantato potrebbe essere motivo di vanto per la band, visto che ci troviamo ad ascoltare due vocalist abbastanza virtuosi, ma mentre uno dei due singers ha un timbro abbastanza “tradizionale” per il Prog Metal, la nuova ugola tocca un’espressività che è addirittura similare a quella del grande Jon Anderson degli Yes. Pare infatti che i nostri, sfoggiando pur sempre un range sonoro tecnico/compositivo tipico del Prog Metal, si siano portati molto avanti con l’espressività e la drammaticità tipica del Prog settantiano dalle atmosfere più “fiabesche” e colte. La miscela derivante da questo connubio è assolutamente eccellente. Nonostante la prolissità del lavoro i nostri affrontano l’apparato concettuale di “Genesis” in maniera adulta, virtuosa e pienamente convinti dei propri mezzi. Il culmine dell’album viene sicuramente toccato dai quattro movimenti della suite finale omonima, dove le tradizionali patterns del Prog Metal si sposanbo alla perfezione con momenti piano+voice di grande pathos e drammaticità e con passaggi strumentali “celestiali” di sapore Fusion, dove si respira a pieno il dinamismo sonoro della band. Un album sopra le righe, insomma. Per tutti gli amanti del Prog Metal “virtuosistico” certo (momenti di verve solista tanto per le tastiere quanto per le chitarre sono ben presenti in tutto l’album), ma anche di forte contenuto concettuale e narrativo. La drammaticità dei Simulacrum è davvero di alta qualità.
Voto: 9,5/10
Alessio Secondini Morelli















