I Signum Regis, band slovacca di qualita’ eccelsa, decidono di ripubblicare l’album “Chapter IV: The Reckoning” uscito nel 2015. La scelta non e’ casuale, trattandosi del loro disco piu’ venduto, che aveva lasciato pero’ un certo senso di “incompiuto” da un punto di vista del potenziale sonoro e della produzione.
A distanza di 8 anni la decisione di sistemare le cose rilasciando questa nuova versione parzialmente ri-registrata: le parti di batteria e quelle vocali (che vedono il singer brasiliano Jota Fortinho al posto di Mayo Petranin) sono state completamente ri-registrate, così come alcune parti strumentali.
Il disco poi e’ stato interamente remixato e rimasterizzato da Filip Koluš e la differenza e’ abissale, visto che la nuova produzione e’ nettamente migliore di quella originale; sono passati solo 8 anni ma sembrano anni luce !
Produzione a parte, ho trovato anche un netto miglioramento dal punto di vista canoro, visto l’apporto e il valore aggiunto che riesce a dare alle composizioni il talentuoso singer brasiliano.
In evidenza le roboanti “Lost and found” e “When freedom fails”, autentiche “masterpiece”, trovano spazio anche “sottili” venature “A.O.R.” nel ritornello di “The secret of the sea ” per rimarcare il fatto che non ci troviamo di fronte a una power-metal band in senso lato.
A proposito di power, in evidenza le sfuriate della doppia cassa su “The Prophet of doom” dove il cantato di Jota rimanda a quello di Mats Leven, mentre “The Magi” e “Quitters never win” hanno il trademark tipico che riconduce ai Signum Regis , con alcuni passaggi neoclassici che precedono il solo di chitarra.
“The kingdom of heaven” mette in risalto tutta la capacita’ e il talento vocale di Jota che e’ in grado di cambiare registro vocale a seconda della situazione, un po’ come il suo connazionale Thiago Bianchi dei Noturnall.
I vocalizzi iniziali di “Bells are tolling” ricordano quelli di Roberto Tiranti in “Lady lost in time” dei Labyrinth, molto belle e “malinconiche” le parti di pianoforte e di chitarra acustica poste ad inizio traccia.
Tutti i brani sono caratterizzati da un uso sapiente dei cori (dove troviamo il precedente cantante Petranin), mai invadenti e sempre utili al contesto, inseriti sempre al servizio della traccia.
La scelta di ri-pubblicare questo disco risulta vincente riuscendo a migliorare ulteriormente un disco gia’ di suo piu’ che buono, il risultato finale e’ ottimo !
Voto: 8/10
Stefano Gazzola















