Nuovo lavoro degli Schattenmann con un titolo particolare ovvero “Dia de muertos” uscito per AFM. Perché sarebbe strano? Perché essendo loro teutonici il fatto di aver preso il nome di una delle più conosciute festività messicane fa strano; per il resto abbiamo un buon lavoro che segue il processo evolutivo della band. Il loro è un mix tra NDH e dark rock, ma se vogliamo eviscerare ogni singola sfumatura che si percepisce all’interno dei trentacinque minuti di album troviamo dark rock, gothic e industrial metal a cui non si fanno mancare alcune svisate persino nel glam.
Cosa si denota in questo miscelatore bavarese: che il lavoro è parecchio orecchiabile, che ci sono delle opportunità quasi danzerecce e possiamo dire che potremmo tutto sommato avere una buona colonna sonora per il nostro personale 2 di novembre ovvero il giorno dei morti.
Abbiamo un album che è parecchio radio oriented, nel senso di minutaggio, perché solo un brano supera la soglia dei quattro minuti, il resto resta pesantemente sotto quella cifra ma resta il fatto che qualità compositiva, capacità negli arrangiamenti e un occhio alla post produzione c’è.
Seppur le canzoni puntano dirette ad entrare in mente, ma a volte sfuggono e tocca riascoltare più volte, troviamo che gli ascolti ripetitivi portano a percepire ed apprezzare alcune risoluzioni sonore interessanti ed accattivanti.
Buona la sezione ritmica che rende molto bene il groove complessivo dell’album; altrettanto buone le chitarre e la voce molto catchy seppur ruvida. Synth, alla fine ma non ultimi per merito o peso nella composizione, sono presenti ma non sono invasivi; fanno da cornice ad un buon lavoro sia di composizione che arrangiamento, come accennato già sopra.
Album mordi e fuggi? No! E’ un lavoro parecchio diretto che ha delle variabili interessanti.
Mi viene solo da fare un paio di ragionamenti a fronte di diverse releases uscite negli ultimi anni in tedesco: Non tutto ciò che è cantato in tedesco è per forza marchiato (o marchiabile) Rammstein, semplicemente perché ci sono parecchie band che decidono(e decisero) di cantare in tedesco persino da prima della comparsa dei Rammstein sui palchi. Ovviamente mi limito al ragionamento dello stesso tipo di genere, quindi NDH e industrial, non tiro in ballo band punk o folk metal o thrash sia chiaro. Questo a scanso di equivoci e per dovere nei confronti della band che dimostra una capacità innata e non è, come a volte leggo e sento, figlia illegittima della band berlinese.
Dall’altro lato noto che ci sono una serie di risoluzioni forse un pochino prevedibili, che parzialmente potrebbero rendere meno vario il filone, se si dovessero per forza continuare e perseguire solo quelle risoluzioni.
Nei vari ascolti ho trovato che “Menschenhasser”, “Dämonen”,”Meer Aus Licht”,”Dickpic” che che ha per altro la comparsa di Anna Lux (Rocker teutonica che ha suonato con Megaherz DArk Tenor e molti altri), la stessa titletrack “Día de muertos” sono il risultato di quello che vi ho scritto fino ad ora. Nota di merito “haters gonna hate” che mi è piaciuta più di tutte.
Buon risultato finale per questo lavoro della band della bassa Germania; magari per il prossimo futuro sarebbe auspicabile un lavoro di più lunga durata.
Voto: 7.5/10
Alessandro Schümperlin
















