“L’uomo è l’unico animale la cui esistenza è un problema che deve risolvere” Erich Fromm
E fu così che arrivò il caldo…quello di Giugno/Luglio, quello afoso, quello che fa bere un sacco di bevande eppure si suda in ogni caso. Arrivo di buon’ora in redazione, per fronteggiare la calura che si alzerà verso le 9-9:30 A.M. Mi avvicino alla macchinetta del caffè e faccio partire la preparazione della bevanda. Nel mentre penso alla lista degli album da recensire che il buon Capo Redattore di GiornaleMetal.it mi ha lasciato sulla scrivania…arriva anche il mio collega che si occupa del Classic Metal, è euforico per l’arrivo del nuovo “strabiliante” lavoro di K. K. Downing…parla a raffica di quella volta che vide i Judas nel ’85, io manco ero nato (o quasi) in quell’anno…mi fido in ogni caso della sua esperienza pluriennale.
Mi avvicino alla scrivania e sorpresa…ho il nuovo cd dei Poverty’s No Crime fresco fresco appena uscito che è lì che mi sta aspettando…prendo il platter, lo inserisco nel lettore stereo, cuffione e via che si parte con l’ascolto…Prog come se non ci fosse un domani…nel frattempo il mio collega continua a parlare di K. K. Downing, ma io non lo ascolto più…è partita la prima traccia di A Secret To Hide.
I P’sNC sono una band che mi ha sempre affascinato, una storia lunga un quarto di secolo, nati in quegli anni ’90 così pieni di differenziazione dei generi nel rock, il thrash moderno, il grunge, l’elettronica e anche il Prog Metal per come lo intendiamo noi oggigiorno.
Il fenomeno Dream Theater investì praticamente il globo, album come Images and Words e Awake segnarono un solco indelebile nella ridefinizione di un genere che sembrava avere le ore contate. In realtà anche i Queensryche e i Fates Warning tenevano altissimo il livello in quegli anni, sono proprio di quel periodo i capolavori delle rispettive band.
E in questo fervore nacquero i P’sNC, dalla Germania, terra feconda di band con un attitudine Prog di alta classe.
Il nuovo A Secret To Hide ci riporta sulle scene una band che ha mantenuto fede alla sua essenza, senza da un lato snaturare il proprio sound e dall’altro però non aggiungendo nulla di più di quello che venne fatto ormai 20 anni fa. I pezzi come la opener Supernatural, la melodica e massiccia Flesh and Bone per passare al pezzo più bel bello del lotto che è Grey to Green ci consegnano una band che ha fatto di una certa ricerca melodica e accuratezza tecnica il suo marchio di fabbrica.
I problemi che emergono però da una analisi a 360° del lavoro sono diversi. In primis siamo nel 2021 e anche producendo con suoni di ottima fattura e moderni (made in Italy presso i Domination Studios), quindi ammodernando la forma, la sostanza risulta comunque datata, progressioni melodiche, scelte di arrangiamento, assoli di chitarra e tastiera sono come da “manuale del Prog”, ma non aggiungono nulla di nuovo in questo panorama ormai costellato di decine e decine di ottime band. In secundis la forza tecnica è fine alla proposta e da un lato è un bene perché non è uno sfoggio di capacità, ma se la sostanza è nella norma anche la tecnica utilizzata è allo stesso livello. In terzis da alcuni mesi è uscito il fantastico The Ghost Xperiment – Illumination dei Vanden Plas, sempre tedeschi, sempre Prog. E se è vero che la musica non è una gara, non lo è mai stata e mai lo sarà – a differenza di quanto alcuni canali televisivi europei ci vogliano raccontare – ma è chiaro che una sana competizione tra band non solo dello stesso genere, ma pure dello stesso paese, può essere motivo per spingere le band a fare sempre meglio. Questa è una postilla più da fan del Prog Metal che da recensore, ma alla fine noi oltre che analizzare…ascoltiamo ed è impossibile non fare paragoni su cose così simili.
Mi auguro in ogni caso che i P’sNC continuino a creare sempre nuova musica di alto livello e che seguano l’unico vero concetto che il Prog conserva in modo assiomatico: Evoluzione, senza quello il Prog non esiste.
“Non esiste una libertà parziale” Nelson Mandela
Voto: 7/10
John Sanchez















