Il secondo full-length album dei brasiliani Negromante è un vero e proprio fulmine a ciel sereno nella moderna scena estrema mondiale. I nostri sono una band dalle tematiche ed iconografie parecchio… occulte. La musica è… qualcosa di differente. Che riflette influenze copiose dei nostri, ormai mitici, Mortuary Drape. Sì, la mia esperienza di ascoltatore non può sbagliare. I nostri non indulgono in minimali ritmi tirati, ma arricchiscono le loro song di complesse trame, continui cambi di ritmo, riffs dal sapore Dark/Doom e velocità moderatamente aggressive, dove sfogano tutta la loro fede nell’occulto e nell’oscurità in maniera molto più mirata e meditata rispetto ai soliti cloni darkthroniani spaccaorecchie (con tutto il rispetto). La presenza, poi, di parti più sinfonico-rituali come l’inquietante intro a doppia voce (clean e screamy) titolata “The Equinox Of New Aeon” o della conclusiva, ancor più rituale “Solve Et Coagula – Astral Light To The Chaos” rende l’idea di quanto i nostri mostrino fede incontaminata verso il credo occulto. Le analogie con il nostrano Drappo Mortuario sono dovute anche alla performance vocale di G.C. Reaper, straordinariamente similare, anche come recitazione, al nostro Wildness Perversion. Non mi sogno tuttavia di dire che i nostri siano una band clone. Direi piuttosto dei “discendenti” musicali (e d’altronde, sono ben conscio che i M13D siano stati anche più di una volta in tour in Brasile). Per cui, mi sento di promuiovere con un voto molto positivo i Negromante, anche per una certa serietà che mostrano nella materia occulta. Promossi quindi, e speriamo di sentire ancora parlare di loro.
Voto: 9/10
Alessio Secondini Morelli















