Ecco di nuovo gli Immolation, numi underground del Death americano più brutale, esistenti da un fottio di decenni ecc. ecc. Con il nuovo “Acts Of God” i nostri ci tengono compagnia per ben 52 minuti, divisi in ben 12 brani più intro, outro e bonus track finale ecc. ecc. La produzione ha beneficiato della grande evoluzione dei preset digitali, ora gli strumenti sono tutti nitidissimi nonostante lo strabordante caos sonoro che i nostri riversano nelle casse dei nostri stereo. Un momento… tutto qui? C’é qualcosa che non quadra. Oltre 30 anni di storia del Death Metal e tutto rimane uguale? Sempre caos sonoro (nonostante il livello tecnico globale sia percettibile come più che buono eh per carità), sempre la solita voce a rutti… stiamo parlando di Death Metal americano, insomma. Di quel genere che incasinava le nostre orecchie fin dai primi anni ’90. Di quel genere fortemente settoriale che in quegli anni usciva fuori come una bomba devastante… ma che alla lunga è risultato stancante, noioso e privo di appigli evolutivi. E così, tanto loro quanto gli altri “capi storici” del genere, così come le nuove leve (sempre di meno, direi), cos’altro possono fare se non “rimanere fedeli alla linea”? Il Death Metal è questo, e null’altro. Magari, qua e là si possono ficcar dentro dei piccoli riferimenti un po’ più “moderni” simil-Black, simil-Voivod, questo sì… per far dire agli altri “vi siete evoluti”. Ma il Death Metal resta comunque ciò che conosciamo. Casino insopportabile per molti (troppi). Per altri (sempre più pochi), “sublime arte estrema sempre resa alla vecchia maniera”. Non biasimo gli Immolation, se il loro sound è sempre quello. Non biasimo neppure chi ama(va) il genere. So solo che c’è bella differenza tra tirar fuori pura Arte da un disco e spaccare le orecchie alla gente con dei dischi settoriali (e settoriali di altri tempi) con la scusa di fare arte. Destinato a chi non ha paura di farsi spaccare le orecchie da un disco Death, “tradizionale” ma prodotto in maniera moderna, senza alcun compromesso, ma brutale e caciarone come un classico disco Death anni ’90. Nè più nè meno. Siete avvisati.
Voto: 5,5/10
Alessio Secondini Morelli















