Lo dico da anni che la Spagna è la nuova roccaforte del Traditional Heavy Metal su base continentale. Sia come bands che come labels. In genere è la Fighter Records la più agguerrita tra le label iberiche, ma ora si sta facendo prepotentemente strada anche la ROAR, che dopo aver proposto il secondo album degli statunitensi Saber, ci sollazza con i suoi connazionali Löanshark. Fautori di un Heavy Metal dalle forti connotazioni NWOBHM, ma che in virtù del loro potente impatto sonoro appaiono tutt’altro che obsoleti. L’album in questione è l’esordio su full-length degli ispanici, dopo una sfilza di singoli ed EP, e non ce n’è più per nessuno. L’album convince dall’inizio alla fine, nonostante le sonorità datate, merito di una produzione che valorizza ogni singolo strumento e che lascia spazio alla potenza globale del terzetto, che nel modo in cui suona pare un quintetto. Vi assicuro che l’Energia del Sacro Spirito del Metallo è tutta contenuta qui, nello spazio di 39:20 di “No Sins To Confess”. Prodotti discografici di questa caratura conservano comunque un loro fascino per chiunque abbia un debole per certe sonorità tradizionali, nonostante un po’ di manierismo presente qua e là, pur parzialmente giustificato dalla passione della stessa band per la musica proposta. A volte pare di ascoltare i classici stilemi che fecero la fortuna dei vinili più classici delle leggende underground come i nostri Crying Steel e Hocculta. Un album destinato ai defenders più accaniti.
Voto: 8/10
Alessio Secondini Morelli















