La band ellenica Khirki esordisce con il loro debutto “Κτηνωδία” termine greco che tradotto suona più o meno come: bestia, animale (mi scuseranno i greci e chi studia il greco, ho usato il translate di google per questa parola) uscito in due versioni lo scorso 20 e 21 maggio rispettivamente la prima data per il digitale la seconda per il vinile.
Il nome della band deriva dalla maga e dea Khirki (figlia di Helios), che all’epoca cercò di conquistare Ulisse allettandolo con tutte le arti della seduzione. Aveva anche la sua isola e trasformava quasi tutti coloro che vi entravano in un animale. Ora avete inteso di chi si sta parlanado? Della maga Circe.
Ora entriamo nel merito della recensione. Musicalmente sono un poderoso mix di sludge, rock e stoner anche se loro indicano una componente folk, che sinceramente percepisco molto poco.
Ok le percussioni aggiuntive, ok i violini in una traccia ed alcuni arrangiamenti qua e la che potrebbero esser riconducibili alla musica tradizionale ellenica, ma mi pare un pochino troppo.
Per darvi un senso è come se ci fossero i Foo fighters e i Queen of the stone age in salsa greca, con qua e là delle percussioni e dei suoni di violino. Il che mi fa pensare a tutto fuorché ad un lavoro folk metal.
Abbiamo delle chitarre particolarmente acuminate e con i registri principalmente spinte sui medi e sugli alti. Abbiamo anche chitarre acustiche a sei e dodici corde che sono interessantissime nei brani lenti. Un basso presente e percepibile in modo assolutamente chiaro e che per altro fa un lavoro mostruoso di collegamento col resto della sezione ritmica. Una voce rabbiosa e ben calibrata anche sulle parti “morbide”.
A completare il tutto delle sonorità belle rotonde per quello che concerne la batteria e per le percussioni aggiuntive. Carino l’inserimento del violino, percepibile in modo assolutamente chiaro in un paio di brani solo,
Scelte molto interessanti per quello che riguarda la post produzione. Livelli ad hoc, compressioni ed effetti presenti ma non invasivi. Ogni strumento ha la sua dimensione ed il suo posto senza minimamente dar fastidio agli altri e senza essere prevaricante; voce compresa.
“Wolf’s lament”, “Medea”, “Deadpan”, “Raging bull” e “Black and chrome” vi daranno il senso delle mie parole. Resta inteso che le tracce non menzionate sono comunque interessanti ed hanno un personalissimo perché. Come di consueto vi esorto ad ascoltare questo lavoro e farlo vostro; ne vale veramente la pena.
Con “Κτηνωδία”, i Khirki hanno dato alla luce un album di debutto molto interessante. Le scelte di campo e le tracce proposte sono dimostrazione che con passione e con sapienza anche con un esordio puoi avere un lavoro molto molto bello. Va segnalato che questo album è recuperabile tramite il loro bandcamp sia in formato digitale che in vinile. Resta inteso che il miscelare musica tradizionale con rock e metal è molto interessante e da possibilità aggiuntive, ma resta un’opzione che in questo esordio è solo accennata.
Voto: 8/10
Alessandro Schümperlin
















