Uscito da poco in formato digitale tramite la Tunecore il debutto del progetto solista chiamato “Increase the anima”, creato dal batterista e bassista Davide Porcelli membro degli Egosystema, che ha chiesto al suo compagno di band Luca Birocco di suonare le chitarre, a Marco Pastorino e Luca Negro (entrambe nei Temperance, ma Pastorino è anche cantante dei Virtual Symmetry) di prender parte a questo esordio; di fatto rendendolo parzialmente un “Temperance meet Egosystema” dato che molti rimandi alle band d’origine sono parecchio percepibili e “tangibili”.
L’esordio si chiama “Elisabeth” ed nato con l’avvento della pandemia, quindi periodo tutt’altro che semplice per tutti gli artisti e musicisti. Le forme di composizione sono incentrate sul metal ed il rock più leggero con poderose iniezioni di elettronica che rende questo EP interessante sotto diversi aspetti.
Ci troviamo di fronte a ballads con un certo sapore blues, abbiamo un paio di brani di forte connotazione hard rock, con influenze leggermente funky, e due brani squisitamente metal.
Le scelte di post produzione sono molto valide, seppur la spinta verso la voce(tipica del pop rock e del power metal) è parecchio percepibile.
Ottime le chitarre che hanno una dinamicità molto interessante, livelli e regolazioni ottimali, il basso altrettanto curato ed altrettanto valido e funzionale.
Batterie oltremodo curate e ben regolate; tamburi ottimamente gestiti ed altrettanto ben calibrati i piatti, a dimostrazione che quelle orride code dei piatti possono essere ridotte senza far perdere nulla ai brani.
Le elettroniche in primo piano ma non invasive come si potrebbe pensare.
La voce è funzionale per i brani; solo un paio di vocalizzi particolarmente acuti li ho trovati eccessivi, ma non disturbanti; fermo restando che è più una questione di piacere e non di errore.
“Take Your Hand” e “Nothing will stand in my way” due delle canzoni più interessanti e diametralmente differenti l’una dall’altra. Vi invito ad ascoltare questi cinque brani e decidere i vostri preferiti, perché ne vale la pena.
Andando alla fine della recensione; seppur abbiamo un buon lavoro, la quantità di minutaggio e di tracce mi e ci spinge a non superare il sei e mezzo come voto; aspettando di poter sentire un album intero e di poter quindi dare una votazione di certo maggiore dell’attuale, se i presupposti resteranno questi.
Voto: 6.5/10
Alessandro Schümperlin
















