Progetto spagnolo nato nel 2020 su iniziativa della cantante Lur, che è anche la maggiore compositrice della band, A Dark Reborn arriva alla sua prima uscita, “My light”, dopo alcuni singoli apripista.
Dopo avere cercato i personaggi giusti per accompagnarla in questo nuovo viaggio, la ex-Morphium ha realizzato un disco che ne mette in evidenza le capacità vocali e pianistiche, visto che è lei a suonare questo strumento in varie parti del disco.
La band, oltre a Lur, è composta da Ivan Sixto (basso) Thomas Hoffken (chitarra), Dennis Duran (chitarra) Eddie (batteria), si esprime attraverso un nu metal molto uniforme, dove vengono ricercate soluzioni chitarristiche anche abbastanza originali, senza peraltro incantare,
Quello che mi riesce difficile digerire è la continua alternanza di cantato pulito e urlato di Lur. Quando canta normalmente, la bella ragazza al centro del progetto è gradevole, quando urla, imitando Angela Gossow o Alissa White-Glutz, un po’ meno. Ancora peggio quando, nello stesso brano, alterna i due stili creando confusione e disorientando l’ascoltatore.
“My Light” risulta quindi un disco che presenta tratti interessanti ma non può entusiasmare chi ha alle spalle una discreta esperienza musicale. I brani tendono a assomigliarsi, spesso iniziando con una intro dolce, affidata spesso al pianoforte della stessa cantante, per poi scatenarsi con l’ingresso di chitarre molto tirate, in pieno stile nu metal.
Su questo tenore c’è “Dark”, “Dust in the ground”, “Shadows”, “Freedom” e “Loss” e “Catharsis”, che si avvale della collaborazione della cantante spagnola Estefania Aledo.
Si distinguono “I Can’t breath” , dedicata alla morte violenta di George Floyd, dove Lur interpreta i vari passaggi musicali con ottima resa, “Tus Notas”, brano dove la cantante e il suo pianoforte riescono a emozionare l’ascoltatore, anche sottolineandone i respiri, e “Break the ropes” dove l’impianto sonoro si avvicina molto al thrash classico, risultando peraltro uno dei brani meglio riusciti del lotto. Curiosa poi l’analogia dell’intro “Before the dawn” con “Painting Breath” composta dallo scomparso tastierista dei Death Ss Aldo Polverari e pubblicata dal gruppo horror metal italiano nell’ep “The Darknest Night” del 2013.
Una prova quindi rivedibile, per il futuro consiglierei a Lur di scegliere quale sia la sua cifra interpretativa migliore di diversificare di più la composizione dei brani.
Voto: 6,5/10
Massimiliano Paluzzi















