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OBSCURA – A Valediction

OBSCURA – A Valediction

Label: Nuclear Blast

“Quando eravamo bambini, pensavamo che una volta cresciuti non saremmo più stati vulnerabili. Ma crescere vuol dire accettare la vulnerabilità. Essere vivi significa essere vulnerabili”. Madeleine L’Engle

L’eccellenza musicale si raggiunge con determinate caratteristiche che esulano dai punti di vista soggettivi…per creare autentiche gemme musicali come questo splendido A Valediction i musicisti devono concatenare elementi primari e fondamentali della Musica: l’altezza artistica di scrittura delle parti, la consapevolezza assoluta di cosa si sta facendo, l’espressione e il colore che si hanno per eseguire la partitura e la tecnica che è fondamentale per materializzare concetti e messaggi scritti su pentagramma (questo “sconosciuto” a tanti blasonati “musicisti” che vanno di moda sui media oggigiorno…come se la musica fosse una caratteristica puerile come essere un influencer…).
Anticipato da un paio di mesi fa con l’Ep contenente il singolo Solaris il nuovo disco esce finalmente in questo fine 2021 e si appresta a diventare una delle uscite più stupefacenti di quest’anno in campo metal.
Con questo nuovissimo album edito per la Nuclear Blast gli Obscura arrivano a scrivere un album addirittura qualitativamente superiore al devastante Diluvium del 2018, sarà il ritorno tra i suoi ranghi del mostruoso bassista Jeroen Paul Thesseling (già nello stupendo Omnivium e nella formazione più “sperimentale” dei Pestilence di Spheres), sarà l’innesto di un batterista dinamico, velocissimo e di una precisione chirurgica come David Diepold (Hate e Belphegor)…in ogni caso questo A Valediction spazza via buona parte della mediocrità dilagante che oggigiorno troviamo in tanto metal professionalmente di livello, ma che poco se non nulla ha da dire a livello artistico.
Il nuovo disco degli Obscura è un sunto di tecnica, precisione esecutiva, freschezza compositiva e ottima produzione moderna. Sì perché il valore aggiunto finale a questo lavoro è anche la produzione (Studio Fredman del produttore Fredrik Nordström). Le chitarre escono in modo molto naturale dal mix, senza sovraccarichi di compressioni e suoni troppo “plasticosi”, gli stessi Steffen Kummerer e Christian Münzner hanno in una intervista sottolineato la ricerca sonora fatta in studio con l’ausilio di differenti microfoni e amplificatori (anche se Steffen utilizza ampli ENGL appositamente realizzati per lui). I bassi di Paul Thesseling sono puri, cristallini e nonostante venga utilizzato un frettless a 7 corde il suono è dinamico e bellissimo, arricchisce i pezzi con un’eleganza degna dei più grandi bassisti in circolazione nel panorama Metal e Fusion. Le batterie sono chirurgiche, virtuose, incastri più violenti in puro stile Death Metal con velocissimi cambi di tempo e una “facilità” a seguire le complicate parti scritte da Kummerer che lascia sbalorditi, non tanto per la peculiarità tecnica in sé, ma con l’abilità di Diepold di rendere comunque tutto molto musicale.
E quest’ultimo fattore è quello che rende questo A Valediction un disco davvero straordinario, tutti e quattro i musicisti hanno una tecnica impressionante, ma i brani non sono un’esposizione delle loro capacità, cioè lo sono perché il genere in sé lo richiede, ma è tutto funzionale al discorso della musicalità dei brani. Gli Obscura hanno I PEZZI, brani che hanno un loro nervatura, una loro struttura ossea e un senso melodico e tecnico che arriva preciso e fulmineo nelle orecchie e nei cuori di chi ascolta e non solo sente la musica. Gli 11 brani sono uno più bello dell’altro, potremmo citare la opener Forsaken, dove gli arpeggi acustici e il basso delicato e adulto di Paul Thesseling introducono a un capolavoro di prog-death metal che viaggia a ritmi aurei attraverso assoli armonizzati classicheggianti, veloci strutture di batterie, modulazioni ascendenti in tonalità che segnano già a inizio disco la grandezza di questa opera.
Che dire poi del singolo Solaris (probabilmente il pezzo metal più bello dell’anno nella mia personale classifica), dove le chitarre strutturano riff articolatissimi con una disinvoltura allucinante, il tutto sorretto da una batteria in stato di grazia e che polverizza tutto ciò che incontra come una macchina schiacciasassi, il basso a fuoco, preciso e incredibilmente ispirato accompagna le melodie e le ritmiche stupefacenti. Menzione particolare alla parte degli assoli di questo pezzo che mi hanno ricordato per bellezza e raffinatezza le stupende chitarre di Jason Becker (uno dei più grandi prodigi chitarristici dello scorso secolo).
Senza un attimo di tregua, ma con classe e stile When Stars Collide, un mix di un velocissimo death metal che trasuda un recondito rispetto per lo stile del metal storico, passaggi e riff granitici accompagnati da un gusto neo-classico perfetto. Anche qui il basso è praticamente una “presenza” mostruosa che non lascia mai l’ascoltatore e lo avvolge con classe.
Come non citare The Beyond e Orbital Elements II (seguito del pezzo contenuto nel formidabile Cosmogenesis). Due pezzi dove i 4 ci strabiliano con passaggi al fulmicotone, stacchi e assoli di classe, perfettamente a fuoco nel tessuto dei brani e di una freschezza lirica assoluti. Il tutto suonato a delle velocità pazzesche inarrivabili per qualsiasi comune mortale che provi ad approcciarsi a uno stile come quello degli Obscura.
Stupende The Neuromancer e la conclusiva Heritage che fungono da sunto ultimo dello stile “fantascientifico” della band: tecnica, classe, sound, personalità (che a tratti deve comunque ai grandi nomi del genere come Death, Cynic, Morbid Angel, ma che non ha nessuno tipo di sudditanza alla grandezza dei nomi citati, anzi la band è ormai a dei livelli assoluti come gli stessi grandi maestri).
Soprattutto Heritage ha la band di Masvidal&Reinert nelle sfere di risonanza, ma il pezzo brilla di luce propria ed è un’evoluzione matura e artisticamente solida di quanto i Cynic creano nel ‘93 con l’album capolavoro Focus.
A Valediction è un disco straordinario, come lo è la band stessa, che ci propone alla fine di questo 2021 il primo album di una trilogia che non mancherà di stupirci e farci sognare come lo furono gli splendidi Cosmogenesis e Omnivium.
L’arte degli Obscura non è mai stata così brillante e formidabile come in questo A Valediction.

“Il mare non è mai stato amico dell’uomo. Al massimo è stato complice dell’inquietudine umana”. Joseph Conrad

Voto: 9/10

John Sanchez 

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