Gli Hollywood Undead dopo dieci anni di carriera, con la missione di stare prima dentro i propri confini, decidono che è ora di andare nel vecchio continente in modo massivo e con questo sesto album credo che abbiano fatto centro. La dimostrazione del fatto che la band voglia, ed abbia, mettere un piede in Europa è risultato dall’entusiasmo degli ascoltatori nelle date di spalla ai Papa Roach, che hanno toccato anche l’Italia prima della quarantena.
Di certo un certo modo di comporre e di ri-arrangiare i pezzi, un certo approccio alla modernità e senza perdere di vista il “cosa piace ai più” propongono un mix di rap, metal, elettronica e accorgimenti che piacciono sia ai metallari “del nuovo millennio” che a quelli più vicini al pop.
Questo sesto album “New Empire 1” si pone sulle giuste coordinate, con una miscela di rap/rock/electro metal, come scrivevo poco sopra, destinata probabilmente a compiacere più i millenial con voglia di restare negli anni ’90, che la generazione Z cresciuta a pane e trap.
Chitarre droppate, bassi saturi, intrusioni di loop elettronici, uso di effetti come glitch ed autotune sulla voce per rendere ancora più accattivante la proposta.Tutto confezionato con ritmi e beat molto diretti che restano in testa e aiutano a ballare.
La post produzione ed il lavoro da mixer è oggettivamente di altissima qualità, con risultato ovviamente estremamente ad alto contenuto di decibel e di botta sonora.
“Empire”, “Time bomb”, “Heart of a champion”, “Upside Down”con la comparsata di Kellin Quinn degli Sleeping With Sirens e Benji Madden dei Good Charlotte su “Second Chances” sono le tracce, ed i guests, che rendono fisiche le mie parole.
Diciamo che il titolo presuppone un “volume 2”, ma non è certo potrebbe semplicemente esserci un nuovo lavoro con un altro nome; ma in ogni caso possiamo dire con tranquillità che questo è il loro attuale lavoro più pesante. Una chances va data, anche se formalmente non siete avvezzi a sonorità così elettroniche.
Voto: 7/10
Alessandro Schümperlin
















