Sinceramente, dopo avere capito chi fossero gli interpreti di questo nuovo progetto, mi sarei aspettato di più. I primi ascolti, che faccio volontariamente senza leggere biografie o approfondire la storia della band per non farmi condizionare, non mi hanno esaltato. Capire poi che dietro questa band, ci sono nomi importanti della storia del metal e dell’hard rock, ha solamente accresciuto la mia sensazione poco positiva di un disco pieno di luoghi comuni e musica già sentita.
Highway Sentinels è infatti un progetto creato da Steven Rosen e Jimmy Waldo. Il primo è un autore, giornalista e chitarrista molto noto, amico intimo di Eddie Van Halen, il secondo un membro fondatore degli Alcatrazz e musicista in band come Quiet Riot, Vinnie Vincent , Wasp, Pretty Maids e tante altre, un vero maestro delle tastiere in funzione rock e metal.
Anche in questo casi, come tanti altri che stiamo documentando su Giornale Metal, complice è stato il lockdown, che ha creato tempo libero forzato per molti artisti. Gli Highway Sentinels, combattuti fra utilizzare diversi cantanti, hanno optato per un vocalist unico nella persona di David Reece, che ha trascorsi in Accept, Bangalore Choir, Bonfire e altri progetti. A completare il roster uno dei batteristi più influenti a livello mondiale, Mark Zonder, che ha suonato in molti gruppi, fra i quali i Warlord e Fates Warning e l’ex-Riot Donnie Van Straven al basso.
Insomma, curriculum di eccezione, ma il prodotto finale, come ripeto, mi ha deluso. La biografia parla di classic rock, ma , sinceramente, da questi grandi musicisti mi sarei aspettato molto di più a livello compositivo.
Non ci sono idee particolari, a parte la finale “Hell in a handbasket” che propone groove e un ritmo incalzante e aumenta ancora di più la sensazione di quello che sarebbe potuto essere e non è stato. Per il resto i brani scorrono via in maniera anonima e anche Reece fa poco per ravvivarli. La tastiera di Waldo brilla in “Love and hate”, mentre la chitarra di Rosen prende il sopravvento in “We won’t be forgotten”. Altro episodio da citare la mistica “Tortured soul”.
Siete dei grandi musicisti, onore alla vostra carriera, ma stavolta avete fatto il compitino.
Voto: 6/10
Massimiliano Paluzzi















