Un vero viaggio interiore questo nuovo lavoro di Helfir e, credetemi, il titolo non è scelto a caso!!!
La My Kingdom Music rilascia questo terzo album a firma Luca Mazzotta, che per quanto mi riguarda rappresenta una delle uscite più belle di questo dannato 2020.
Etereo, sognante, malinconico…questo è Luca e questo è il Francesco che si cimenta a parlarvi di questo album; interamente scritto e suonato dal nostro Artista, fatta eccezione per le belle liriche di Tamara My nella conclusiva “Silent Path”, resa davvero intensa dalle voci che ti entrano dentro, fino alle viscere.
Echi di un tempo che fu nelle 11 tracce, suddivise in 3 capitoli, che riassumono questo continuo scavarsi dentro…
In 50 minuti le sensazioni provate sono davvero immense e molto profonde, questo album, è, per chi vi scrive, un autentico dono, arrivato in una fase grigia, a dar davvero un bagliore tanto anelato!
Echi dei migliori Alice In Chains e, di quel meraviglioso “A Momentary Lapse Of Reason” che consegnò alla storia il ritorno dei Pink Floyd… passando per colossi come Katatonia ed Anathema (nella seconda parte delle loro carriere, quella più darkeggiante e prog, ma piena di rimandi doom…)
Avvicinatevi a quest’opera con la giusta predisposizione e vi accorgerete di quanto ricca sia la nostra Italia!
Ricca di grandi artisti che meritano davvero di essere valorizzati per ciò che sono capaci di creare, senza dover essere raccomandati da nessuno e senza aver bisogno di implorar favori.
Potrei farvi una track by track, ma sarebbe davvero riduttiva e significherebbe sminuire la bravura di Luca, abile nel destreggiarsi e nel padroneggiare ogni strumento, merito anche di una produzione che esalta ogni suono presente.
Ho veramente scavato dentro di me durante l’ascolto di queste tracce, che toccano ogni corda della nostra Essenza, ora dolci e delicate, ora aggressive e dirette, in un continuo alternarsi di sensazioni che ti lasciano un benessere autentico, forse perché al buio e nel silenzio dell’anima, tutto può esser scaricato e buttato fuori…
Bellissima la cover, bellissimi i video tratti dall’album, rigorosamente in bianco e nero, intenso quel basso che martella senza esser mai invadente, ma devastante, una voce egregiamente modulata, assoli che arricchiscono ogni singola traccia, batteria sapientemente programmata e suonata, tastiere da brivido…
Non è mia abitudine dare il massimo dei voti agli album ed, anzi, trovo riprovevole quando vengono elargiti a destra e a manca senza una ragione valida ed onesta, ma in questo caso…non posso e non voglio far altrimenti!!!
Ho già parlato troppo…riprendo il mio viaggio, ora più che mai, in solitudine, buon cammino a tutti voi, con gli Helfir!
“…i can see you…i can feel you…”
Voto: 10/10
Francesco Yggdrasill Fallico
















