Sappiamo già bene quanto sia inflazionato il settore musicale del Symphonic/Melodic/Female Voice/Power Metal, vero? E cosa fa il signor Magnus Karlsson, chitarrista/polistrumentista di fama Primal Fear? Si cimenta anche lui in queste sonorità. Componendo e realizzando un album che nelle intenzioni è una “Grande Opera”, anzi… “The Metal Opera by Magnus Karlsson”. Questo è il titolo, mentre il progetto musicale si chiama Heart Healer. E nel far questo, pensate, chiama a collaborare ben sette (!!!) female-guest vocali, tutte tradizionalmente impegnate più o meno in queste stesse sonorità con varie band di portata anche internazionale. Nell’incedere dei brani troviamo difatti alternarsi: Adrienne Cowan, Ailyn Giménez, la libanese Youmna Jreissati, Netta Laurenne, l’onnipresente Noora Louhimo, Margarita Monet e… immancabile, l’ex-Nightwish di lusso Anette Olzon. Chiariamo subito che TUTTE le singer qui presenti mostrano una preparazione buona, seppur le loro voci potrebbero anche essere intercambiabili, nelle parti cantate da ciascuna (forse la sola Noora Louhimo mostra saltuariamente un minimo di personalità differente). Le composizioni sono su una buona media: Metal-sinfoniche quando ci vuole, madrigaliste nei passaggi più intimi, e così via. Purtroppo, l’album in questione, nonostante la buona fattura dovuta anche ad una produzione “presettatamente” perfetta garantita dalla Frontiers, non brilla per originalità, sa un po’ tutto di manierismo e di già sentito e non aggiunge molto di peculiare nel mercato ormai angusto del Symphonic Metal-con-voce-femminile. Per carità, sono contento che anche Karlsson abbia avuto una certa volontà di sperimentare questo particolare sottogenere, finanche a produrre una Metal Opera. Ma più di una sufficienza per buona fattura non è possibile mettere all’album. Attendiamo piuttosto news riguardanti i Primal Fear, caro Karlsson.
Voto: 6/10
Alessio Secondini Morelli















