Partiamo da chi l’ha fatto uscire questo esordio, dato che ci sono più situazioni in campo.
Il 2 marzo è uscito in autoproduzione la prima versione, in formato digitale su bandcamp, quindi la Screaming Skull Records ha pubblicato in limited edition di 50 copie una versione di questo lavoro su musicassetta, il 17 marzo scorso, ed il giorno prima sotto Sliptrick ne è uscita una nuova versione sia in cd che in formato digitale.
Per la serie poche idee molto confuse ma ben radicate nel cervello.
Quindi entriamo nel merito di “Lurking in the dark” EP a mio avviso, album secondo il creatore che sta dietro a tutto con il moniker “Fullmåne”.
Quello che posso dire di immediato è che è un progetto che basa tutto sul lo-fi, pure troppo, black metal ovvero la forma più grezza del black metal quasi ad essere vicino a certi ambienti punk e forse nemmeno quelli fino in fondo.
Capisco molte cose, ma l’approssimazione non mi piace per nulla. Va bene il “lo-fi” ma ad una certa sembra semplicemente il voler fare le cose male e nascondere o la mancanza di investimenti seri o peggio la mancanza di talento in “arte reietta” e in “uso il lo-fi” come scusa.
Sette brani imbarazzanti, o per essere precisi imbarazzanti le loro esecuzioni. batterie registrate male; sembrano esser state registrate dal vicino di casa. Le chitarre altrettanto gestite malissimo, con delle sovraincisioni “fai da te” e con una regolazione triste del mixer. Scrivo triste per non scrivere di peggio, dato che le regolazioni da mixer direi che non ci sono e la post produzione è inesistente per intento di fare materiale “primordiale” con la scusa di nascondere mancanze di qualche sorta. Il peggio potrebbe essere se Pyroman/Mad-Moonshine Mattis, l’uomo che ha fatto tutto in questo progetto, l’avesse fatto appositamente con l’intento di farsi parlare male come forma di “pubblicità” inversa per la serie “se ne parlano così male bisogna ascoltarlo a tutti i costi”.
Le distorsioni fatte con il metalzone o peggio con la versione farlocca del metalzone. Per chi non fosse avvezzo il “Metalzone” è un pedale anni 90 per la distorsione della chitarra particolarmente “zanzaroso” e che ora viene preso a mò di sfottò quando uno vuole fare il “grande” con la strumentazione e poi… per risparmiare usa il metalzone.
Basso non pervenuto, oppure si confonde così tanto nella chitarra distorta che non vi saprei dire. La voce registrata male ed effettata peggio.
Sinceramente capisco molte cose, ma questo rimane un lavoro che principalmente non è “black metal primordiale” ma un lavoro fatto male, buono per chi “crede” nelle forme “necro-gelido-minimale” con l’aggiunta del “fatto male a priori” come unica via.
Dispiace perché se si gratta la superfice del “brutto di facciata” ci sono delle idee interessanti, ma sono sviluppate e gestite male.
Concludendo direi a Fullmåne, o meglio a Pyroman/Mad-Moonshine Mattis, in primis di avvalersi di gente che possa suonare meglio di lui gli strumenti in cui lui non primeggia (batteria e basso in primis) e quindi di decidere di rendere udibile la sua musica evitando le cose “fatte in casa” e “fatte a casaccio tanto è black metal e va bene tutto”. Del materiale precedente, un demo ed un EP, e dello split appena fatto con i Martelgang non ho sentito nulla ma se tanto mi da tanto l’andazzo è identico ed è un peccato buttare delle belle idee in caciara in questo modo.
Voto: 3/10
Alessandro Schümperlin















