Poco pubblicizzato, questo ”Angel in the Dark” è l’ennesima buona uscita targata Pride & Joy Music, etichetta che si sta facendo largo nell’ambito del metal melodico.
A proporre questa ottima produzione sono i Freakstorm, band originariamente dedita alle cover degli Halestorm, ma che poi ha deciso di fare un salto di qualità, proponendo musica propria. Una scelta azzeccata, perché il duo, Sinah Meier e Olli Fuchs, tedeschi, voce e batteria, hanno certamente le carte in regola per avere spazio e consensi nell’ambito del metal europeo e mondiale.
I primi due brani sono ottimi pezzi di energico hard rock melodico, “Fight to the end” e “Stop the Fire” che presenta anche una interessante sviluppo delle linee vocali, con intreccio fra cori e lead grazie alla partecipazione del vocalist Timothy Shaw (SchwarzLicht).
Ritmo e melodia contrassegnano “Creature of the night” e si nota una vicinanza a un altro progetto più o meno simile, Donna Cannone, molto brillante sul versante del rock che cattura l’attenzione con la sua semplicità ma anche per la sua personalità.
Del resto Sinah e Olli non viaggiano soli, ma sono coadiuvati da ottimi musicisti, a partire dal grande Oliver Hartmann alla chitarra, famoso per la militanza in Avantasia e per la sua produzione solista, recensita dal sottoscritto qualche mese fa, Dennis Ward (Pink Cream 69 e Magnum) al basso, oltre che esserne anche il produttore, il chitarrista Toby Wendeler (SchwarzLicht) in
un paio di brani e il tastierista dei Magnum Rick Benton nella ballatona “Angel in the dark”, davvero molto bella e evocativa, con il pianoforte in primo piano.
La titletrack se adeguatamente promossa potrebbe aprire molte porte a questa band o meglio progetto, molto raffinato, a ben vedere, con il valore aggiunto di una cantante di grande prospettiva e ottime capacità, anche interpretative.
Non ci sono riempitivi, perché “Black Soul” è un altro bel pezzo, certamente di qualità anche compositiva, cui fa seguito una cover fantastica di un pezzo storico del metal tedesco : “Big City Nights” degli Scorpions, eseguito alla stragrande e con la voce di Sinah che sembra proprio quella del mitico Klaus Meine.
Qualche inserto elettronico in “Paparazzi”, brano orecchiabile, dedicato ai noti fotografi e allo star system, al quale tutti sperano, in qualche modo, di appartenere. Altro brano acustico è “You destroy me” che parla d’amore e evidenzia ancora una volta la voce di Sinah Meier, suadente e dolce quando serve.
I due brani finali sono riproposizioni diverse di “Stop the Fire” con gli SchwarzLicht e la versione pianistica di “Angel in the Dark”, che aggiungono poco al lusinghiero giudizio su questo disco.
Voto: 7.5/10
Massimiliano Paluzzi















