Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?
La grande parte di questo lavoro è stata fatta da Nikko, con una piccola partecipazione di Demil e me, ad eccezione della canzone dei Vampiri. Un nuovo album, un album metal, più forte che mai. Siamo solo in tre prima in cinque, ma attualmente pare si lavori meglio e più coesi. E’ un album di dark metal, gothic metal ma in senso estremo e personale.
Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?
Nata nel 1996, con numerosi cambi di line up sino alla stabilità dal 2010 al 2016, più o meno. Siamo una band mediterranea, personale, che ha sempre messo personalità nella propria arte, a differenza della massa. Siamo artefici di oltre 7 albums e diversi progetti paralleli, con un certo successo di critica di cui vado fiero. Siamo underground, una umile band che lavora duro ma con gran dignità.
Come è nato invece il nome della band?
Per caso penso, sfogliando un testo latino o greco anni e anni fa. Ci rappresenta. Vento in tempesta.
Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?
Noi ripetiamo sempre, in ogni album, nel booklet, di non voler propagandare messaggi. E’ una cosa che non ci interessa. Ciò che preme è invece “spiazzare” l’ascoltatore, portarlo a riflettere, a porsi dubbi, interrogativi, a mettere in discussione tutto con intelligenza. Con uno spirito di ricerca costante che si rivolge, in tutta onestà, ai più “curiosi”, a quelli che sanno andare oltre le apparenze e i luoghi comuni. La nostra musica, in un certo senso, è provocatoria anche nello stesso ambiente metal. Siamo eretici, non badiamo alla forma, non ci poniamo il problema del tipo “ora dobbiamo fare un disco ultra veloce, storto, dissonante, con liriche blasfeme, disgustose, raccapriccianti”. Il nostro approccio è molto “rilassato”, direi unico, perché combina una calma “mediterranea e solare” con una “raffica di venti maledetti”: ciò raffigura una sorta di caos calmo, un caos controllato su cui dominiamo.
Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?
Siamo una band “calda”, passionale, con senso della canzone, del ritornello, della melodia, uniamo inglese e italiano pare bene, siamo dark, romantici e anche molto duri.
Come nasce un vostro pezzo?
Prima soltanto da mie idee, adesso Nik Ko ha aiutato tutti in un momento di transizione.
Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?
Io Vampiri, probabilmente. Ma amo tutti, penso pure gli altri ragazzi.
Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?
Moonspell, Rotting Christ, Tiamat, Paradise Lost.
Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?
Dipende da varie cose, cercheremo sul web di fare il massimo e poi si vedrà.
E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?
No.
Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?
Me lo chiedono sempre: popolo esterofilo, molta invidia, poche persone perbene.
Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?
Ci aiuta molto, sinceramente.
Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?
Penso sia il massimo per noi tutti.
C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?
Ho collaborato con Sakis Tolis, vorrei duettare con Fernando Ribeiro.
Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?
Grazie di tutto davvero, ascoltate “Seven” e se potete acquistate i nostri prodotti.
Maurizio Mazzarella
















