Avendo sentito superficialmente la loro produzione, basandomi essenzialmente sui videoclip, non avevo una grande considerazione dei Danko Jones, giudicandola una band molto mainstream, alla moda.
Con questo approccio mi sono messo all’ascolto di “Electric Sounds” e tutto quello che avevo pensato di Danko Jones ha cambiato aspetto. Siamo di fronte, infatti, a una band molto matura, capace di produrre canzoni semplici, minimali, ma di grande impatto, al contempo equilibrate e raffinate, per ottenere il risultato di avvolgere l’ascoltatore in strutture musicali in cui si sente la chitarra, il basso e la batteria, ma è tutto straordinariamente affascinante.
Gli 11 brani che compongono “Electric Sounds” si assomigliano nella struttura, ma ognuno ha una sua caratteristica che lo distingue. E’ difficile spiegare senza utilizzare un termine, classe, che è proprio dei migliori. Alla fine, devo citare il brano che mi ha ammaliato di meno, che mi è sembrato più scontato, ed è “Let’s Make Out”, ma gli altri dieci non lo sono affatto e ci troviamo di fronte a un grande album di rock’n’roll che tende al punk più gettonato di Green Day, tanto per dire un nome, per come sono costruiti i riff, scarni e semplici, ma con armonie e linee vocali molto intriganti e potenti.
Insomma un gran disco che certamente accompagnerà i viaggi in auto di molti americani e canadesi, ma che sarà apprezzato ovunque perché questo linguaggio musicale è universale. Non mi ruba il cuore la copertina, molto psichedelica, ma il suono e la produzione sono certamente di grande livello. Il gruppo, un power trio con Danko Jones alla chitarra e alla voce, Jhon Calabrese al basso e Ritch Knox alla batteria, ha avuto qualche problema durante il covid visto che il leader vive in Canada e gli altri due in Finlandia e nelle Isole Principe Edward. In ogni caso nel disco ci sono anche alcuni ospiti fra i quali Daniel Dekay degli immensi Exciter, nel brano a mio parere migliore, in un mare di eccellenza, che è la titletrack “Electric Sounds”.
Per il resto, come dicevo, tanta qualità e riff e ritornelli che si installeranno nella vostra mente come la punkeggiante “Stiff Competition”, oppure “She’s My Baby”, “Shake your city” e via dicendo.
Insomma un grande album, che suona al passato ma è maledettamente attuale. Grandi Danko Jones, ora mi sarebbe venuta la voglia di ascoltarli live a Milano, il prossimo 8 dicembre. Non conosco, come ripeto, tutta la loro discografia che è ormai arrivata a ben 11 titoli, ma se devo giudicare da questo “Electric Sounds”, beh, saranno sicuramente grandi anche live.
Voto: 8/10
Massimiliano Paluzzi















