Ritorno sulle scene per i liguri Damnation Gallery, per presentarci questi 9 brani, nei quali ritroviamo tutte le anime della band, dal metal più classico, fino ad arrivare ad una commistione tra symphonic black e doom.
Il lavoro, che segue, a distanza di 2 anni, il debut full-length “Black Stains”, rilasciato dalla sempre attenta Black Tears (Black Tears Of Death), di Daniele Pascali, è, per la band, un ulteriore passo in avanti nell’evoluzione e nella maturazione concettuale e sonora.
I brani sono permeati di un fascino non comune a tante realtà, non solo del panorama italiano, ma anche internazionale, frutto, anche dell’impegno che i musicisti hanno messo in campo in questi anni, riuscendo a condividere anche palchi importanti con realtà molto più acclamate.
Vi invito, a tal proposito, ad ascoltare molto attentamente il lavoro, in cuffia e regolando i volumi se disponete di un buon impianto stereo o di qualche programma che vi permette una gestione delle equalizzazioni, perché questo album nasconde delle gemme che, a mio modesto parere, meritano di essere attenzionate accuratamente.
La produzione, della quale si è occupato il chitarrista Lord Edgard, permette di distinguere tutti gli strumenti, ma, sicuramente, questo lavoro, con un budget stellare, al quale sono abituate altre band, avrebbe avuto una gamma di sonorità ancora più eclatanti; ammesso, però che il voler suonare, a tratti, anche retrò, non sia una scelta voluta e consapevole di questi musicisti genovesi.
Il loro horror metal, passatemi il termine che tanti odiano, si infarcisce infatti di suoni e concetti, che sono figli di un tempo che fu, e, neanche la traccia con ospite, ovvero “The Unnamed”, che vede alle voci Mr. Steve Sylvester, fa eccezione, malgrado le linee vocali siano state incise da Freddy Delirio nel suo studio personale.
Ho apprezzato molto questo lavoro, compreso il pezzo “Angoscia” che punta tutto sull’uso della nostra lingua, per esprimere sensazioni nere, piene di dolore e rabbia, frutto di sogni infranti e di un tempo che scorre inesorabile.
La voce di Scarlet resta il punto di forza di questo quintetto, che ha mantenuto la stessa line up del precedente lavoro; voce che, come avrete modo di notare, passa continuamente da un registro all’altro, e, ci offre una bella prestazione di questa artista che, non mettetevi le mani ai capelli, vorrei sentire alle prese con un pezzo blueseggiante…
Questo album avrebbe visto il battesimo live a fine Ottobre, ma il concerto è stato, purtroppo annullato e questo, sono certo, accrescerà l’attesa per apprezzare live questi brani che, sicuramente, diverranno sempre più carichi ed incisivi!
Intanto addentratevi in questo viaggio dannato, scoprendo anche i simboli disseminati nell’artwork e nei testi!!!
“buio…buio…sempre più buio…”
Voto 8
Francesco Yggdrasill Fallico
















