Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, ora uscirete con un nuovo EP. Quali sono le novità?
R- Per diversi anni è stato arduo concretizzare le idee, oggi il Covid ci ha fatto capire quanto effimera sia l’esistenza umana. Quindi se hai un idea e vuoi concretizzarla , il primo passo è l’agire.L’EP non è una scelta ragionata, solo un idea nata all’improvviso, che abbiamo deciso di realizzare senza troppi indugi.
Ci sono diversi ospiti in questo EP. Come li avete reclutati e perchè?
R- Gli ospiti in realtà sono degli amici con i quali condividiamo la passione della musica! Tra musicisti ci si diverte anche al di fuori della propria band, diventa creativo suonare con altri elementi . Ho conosciuto Joe Caggianelli quando cantava con i Derdian e, quando Leo Giraldi che suonava con noi Celtic Hills, si è unito a Joe per formare i Starbynary, l’amicizia si è maturata! Era da tempo che l’idea di suonare sotto una stessa bandiera aleggiava. Daniele Longo è un giovane chitarrista che suona negli Azrath-11 di Jonathan Garofoli, si è unito a noi come violinista! Come è iniziata a circolare la voce che stavamo per registrare qualcosa, abbiamo iniziato a ricevere richieste dagli amici per avere una parte nel progetto. Però abbiamo registrato nel periodo delle ferie estive e non è stato semplice coordinare tutti. Credo che in futuro continueremo l’esperienza delle collaborazioni esterne: risulta creativo!
L’artwork è molto bello e raffinato. Chi se ne è occupato e perché è stato scelto?
R- L’artwork è stato affidato a una nostra cara amica che vive in Svizzera.Miky Dorbolò. Lei aveva già realizzato la copertina del nostro primo lavoro nel 2010 e per il rapporto di amicizia doveva esserci anche lei nell’equipaggio.
Ci sono delle tematiche particolari che avete trattato nei vostri testi? Che peso hanno di conseguenza i testi in questo EP?
R – Su questo EP i testi non seguono una tematica specifica, cosa che invece sarà importante sul nuovo album che registreremo veramente a breve, dove il tema saranno gli Alieni come antichi visitatori ( in Friuli).
Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore in questo lavoro?
R- In questo EP ho scritto una canzone dopo la recente scomparsa di mio padre, suonata con la chitarra acustica di Federico Marcon , fonico del Funktastic Studio, che l’ha interpretata suonando un assolo fantastico! Perchè il bello di questo EP sono gli arrangiamenti con le idee di tutti i partecipanti. Con Federico è la prima volta che registriamo degli audio ed è anche lui un grande artista e musicista.
Da un punto di vista compositivo come è nato?
R- Freewill, la canzone dove canta Joe Caggianelli è un brano scritto da Leo , Warpriest è un brano che scrissi nel 1990 per la vecchia band dove suonavo con Leo, che lui poi ha riarrangiato per riproporla oggi. Guardian of 7 stars avrebbe dovuto essere sull’album appena uscito, ma a causa del lockdown Covid abbiamo dovuto far uscire l’ album prima di finire di registrarla. Così, l’abbiamo rivista per inserire il violino di Daniel. Big Totem è una mia idea di realizzare qualcosa di divertente e non tipicamente metal! intitolata Big Totem per la censura! ah ah ah
Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?
R- Mi piace il brano dove canta Joe Caggianelli e così non ascolto sempre la mia voce! ah ah ah
Dal punto di vista emozionale il brano acustico, perchè è legato al ricordo di mio padre.
Gli ospiti hanno avuto un peso compositivo nei brani?
R- Noi siamo un trio e quando lavori con tante più persone diventa tutto molto più creativo! L’idea anche più banale che un artista crea , accresce il valore di tutto il lavoro! Sarebbe presuntuoso e poco artistico non condividere le ispirazioni e idee. Io scrivo la canzone, ma sono gli arrangiamenti che mettono la giusta dose di sale per insaporirla.
Come avete scelto il titolo dell’EP e perchè?
R- Schrage musik era la definizione che ci diedero 30 anni fa allo stile che suonavamo un tempo…una miscela esplosiva di techno, funk, metal…Ha diversi significati, musicali e tecnici che mi sono sempre piaciuti.
Il vostro disco in studio ha avuto notevole successo. Era aspettato?
R- Aspettato no, era sperato! Suonare heavy metal oggi è diverso che farlo negli anni 90. Una volta eri metallaro a tempo pieno! Con il chiodo andavi anche a scuola o al lavoro, non lo indossavi solo per “cerimonia”. Io suono quel che mi va con un sentimento metal, non ho la neccessità di dimostrare le mie doti fine a se stesse, cerco che la canzone dia emozioni. Sono stato felicissimo di scoprire che esistono ancora tante persone genuine che hanno apprezzato questa visione della vita elle canzoni.
Avete sempre avuto un’ottima presa live. Perché non pensate a un DVD?
R- La line up della band non è mai stata stabile, anche oggi non abbiamo un batterista fisso, e stiamo pensando di aggiungere anche un secondo chitarrista… a formazione raggiunta lo faremo!
Quanto è pesante per voi musicisti la situazione legata al Covid?
R – Il Covid di per sè è un intoppo, quello che è veramente preocupante è come la situazione viene gestita, senza nessun piano d’azione serio che affronti il vero problema dei lavoratori dello spettacolo! In questo momento non penso ai concerti che non possiamo fare, ma come aiutare chi tiene in piedi chi li realizza! Non sono solo gli artisti in difficoltà, ma i tecnici, fonici, roeadies.
Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?
R- Un regalo a chi ci segue: c’è un link dove potete scaricare gratuitamente i vecchi lavori. https://www.n1m.com/celtichills/















