L’operazione Black Paisley ha una natura che mi sfugge. I 4 svedesi in questione sono arrivati al quarto album con questo “Human Nature”, sorta di punto d’incontro tra Hard classico con ritornelli corali simil-AOR/FM Rock che però sfiorano il “poppeggiante” più spudorato e d’annata. Affermano di essere esponenti della cosiddetta NWOCR (New Wave of Classic Rock) ed influenzati ed ispirati primariamente a Whitesnake, Scorpions, Bon Jovi… in realtà, le 12 canzoni di cui si compone quest’album sono sì confezionate a mo’ di “Hits” simil-80s anche grazie ad una produzione abbastanza ben calibrata. Ciò che a mio avviso stona è però proprio una certa ripetitività di fondo, che si avverte fin dalla seconda canzone in scaletta. Non sempre i refrain corali colpiscono l’ascoltatore, non sempre l’associazione con l’energia del Rock e la melodia FM raggiungono un risultato “Adult Oriented”. Soprattutto per il tipo di produzione “orecchiabile” e, oserei dire, “easy-listening” presente sull’album in questione. Tutto quel che posso dire è che “Human Nature” è un disco di 12 canzoni formalmente ben fatte, che si somigliano tutte un bel po’, e che mancano l’obiettivo di acchiappare il palato più sopraffino. Oramai loro sono ben conosciuti nei loro circuiti, hanno insomma un loro pubblico. Non giudico di certo io chi li ascolta… ma se arrivo a domandarmi per quale motivo il loro album sia stato messo in lizza per apparire recensito su Giornale Metal, beh forse nei dubbi del sottoscritto qualcosa di vero c’è. Ci penserei su più d’una volta a nominare i “mostri sacri” citati ad inizio recensione come metro di paragone. Forse il loro pubblico è leggermente “altro” che Hard’n’Heavy. Chi ha orecchie per intendere…
Voto: 5,5/10
Alessio Secondini Morelli















