“We’re still alive and playing!” dichiara impietosamente il caro zio Tom Angelripper. Dopo 40 anni di spietato Thrash da guerra, gli storici Sodom non perdono ancora oggi occasione di spaccare tutto con i loro ritmi forsennati. E come celebrare la 40ina di anni di attività? Semplicemente con un’antologia… di brani storici tutti reincisi. E lo zio Tom non fa mistero di fidarsi dell’attuale collaudata line-up della sua band, comprendente accanto a lui e allo storico chitarrista Frank Blackfire, l’altro axeman Yorck Segatz e il batterista tritatutto Toni Merkel (imparentato con Angela, forse? Boh…): semplicemente, i nostri ripescano un brano per ogni release dagli esordi fino ad oggi (a partire dall’EP di esordio “In The Sign Of Evil”, da cui è tratta la terremotante “Sepulchral Voice”). Badando però di non scadere nel banale nella scelta. Prediligendo chicche davvero gustose quanto meno conosciute del loro repertorio. Ecco quindi che brani quasi motorheadiani come “Jabba The Hut” e “Book Of Burning” vengono associati in scaletta con le più ponderate e complesse “After The Deluge”, “That’s What An Unknown Killer Diarized” (Wow!) e… la ormai mitica “S.O.D.O.M.” Le qualità tecniche del quartetto sono ormai di pari passo con l’esperienza di una longeva Thrash Metal band storica, e le nuove versioni si pregiano di una produzione cristallina quanto valorizzante. Qui facciamo la Storia, insomma. E i Sodom ormai restano i Sodom anche 40 anni dopo. L’album è doppio, e viene rilasciato in digitale così come in vari formati fisici. Tra tutti voglio segnalare l’audiocassetta, in gran spolvero, con “Equinox” come traccia bonus, e uno specialissimo boxset a tiratura limitata con ogni ben di Sodom ed un EP-bonus con 4 brani inediti. Riservato ai Sodomaniacs irriducibili che vogliano celebrare con la giusta qualità discografica questo quarantennale “al fulmicotone” (come si diceva nelle vecchie recensioni delle vecchie e gloriose riviste cartacee di un tempo).
Voto: 7,5/10
Alessio Secondini Morelli















