Sanders conclude la terna “arbitraria” con “Saurian apocalypse”; precedentemente aveva fatto uscire “Saurian meditation” nel 2004 e “Saurian exorcisms” nel 2009.
Di fatto propone un lavoro tra il musica ambient e quella tribale-tradizionale del medioriente. Che Lui sia appassionato di quella terra lo si sa benissimo, pure visto quello che fa ed ha fatto con i Nile, ma questo lavoro resta distante parecchio dal death. Questo lo segnalo a scanso di equivoci per chi non avesse preso in mano i vecchi lavori appena menzionati.
Un progetto ancora una volta imponente, senza ombra di dubbio, ed altrettanto di non immediata “digeribilità”; non è facile ed immediato, ripeto, ma che complessivamente dimostra la capacità compositiva, di arrangiamento e di interpretazione da parte sua.
Fuori da ogni discussione la sua capacità, ma ribadisco si deve prendere in considerazione il suo essere artista e non il chitarrista dei Nile.
Un’opera in cui troviamo differenti tipologie di percussioni e strumenti a corda tipicamente tradizionali, con alcuni loop e campionamenti; ci si aggiungono dei cori cori e, ovviamente, dei synth a dare corpo alle armoniee e melodie iniziali.
Tutto calibrato in modo ottimale e sopra la media, di gran lunga, di molti lavori metal e non metal.
Quindi abbiamo un lavoro ragionato, curato fin nei minimi particolari ma non sempre diretto e sicuramente non per i più(specie se si è tra quelli che skippano gli intermezzi dei Nile).
Personalmente non riesco a trovare delle canzoni che siano meglio delle altre, perché il concept del lavoro è intrisecamente legato a tutte le tracce e vice versa. Diciamo che questo album è molto interessante sia come lavoro di musica “meditativa” che di musica tradizionale e “tribale” se vogliamo.
Diciamo, e concludo, che il lavoro è sopra le righe; di alta qualità e di certo per una fetta di pubblico che apprezza sia gli album strumentali e sia i lavori differenti dal solo metal. Se vogliamo i componimenti di “Saurian apocalypse” sono, come quelli dei due precedenti lavori, l’estensione degli intermezzi che Sanders normalmente mette negli album dei Nile; ma in questo frangente non sono solo “intermezzi” ma tracce complete e se vogliamo degli album suite corposi. Se siete quelli, che ho dindicato prima, che normalmente skippano gli intermezzi dei Nile, forse questo non è un lavoro che fa per voi.
Voto: 7/10
Alessandro Schümperlin















